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lunedì 13 novembre 2017

Dracula di Bram Stoker – Francis Ford Coppola

Dracula di Bram Stoker è stato diretto da Coppola nel 1992. Uscito in data 13 novembre, oggi compie ben 25 anni. Nonostante sia passato molto tempo da quando questa versione del vampiro di Stoker fu girata, si può affermare con certezza che a tutt’oggi risulta essere un’opera di altissimo livello.
Jonathan Harker (Keanu Reeves) si reca in Transilvania al castello del conte Dracula (Gary Oldman) per concludere degli affari. Dracula non è altri che Vlad Tepes, un sovrano che a seguito della morte dell’amata moglie, rinnegò la fede in dio e si tramutò in un non-morto. Harker non riesce ad andarsene dal castello, perché trattenuto dalle mogli del conte. Il vampiro invece si reca a Londra, dove è intenzionato a trovare Mina (Winona Ryder), la promessa sposa di Harker, in quanto incantato dalla somiglianza con la sua oramai perduta consorte. Dopo aver sedotto Lucy (Sadie Frost), Nosferatu si ritrova ad essere ostacolato dal dottor Van Helsing (Anthony Hopkins). Riesce però ad entrare in contatto con Mina, che è a sua volta affascinata dal misterioso straniero. L’amore rianima e tormenta Dracula, finché Mina, conscia di ricambiare l’amore di colui che fu Vlad Tepes, lo libererà dalla maledizione.
Si tratta dunque di una versione di Dracula in cui il melodramma gioca con l’horror, in cui appare un vampiro terribile, inquietante e sanguinario, che però si strugge per amore. Oldman interpreta in modo eccellente un’anima dannata che si rammarica per la sua sposa perduta, che prova dei sentimenti umani nonostante i suoi lati più demoniaci e ferini. La passione che unisce Vlad alla sua defunta moglie, che ha ritrovato in Mina, fa sì che nonostante i tratti inquietanti e diabolici del vampiro, lo spettatore riesca a provare empatia con questo antieroe. Le repentine trasmutazioni di Dracula, che passa dall’essere un vecchio demoniaco, all’essere una nube di vapore, un uomo lupo, un affascinante giovane e così via, sembrano essere lo specchio della natura umana, talvolta animalesca e talvolta alta e nobile. Winona Ryder si destreggia nel personaggio di una donna pura e nobile, che un po’ alla volta viene sedotta e cede al fascino carnale del conte. Hopkins interpreta un Van Helsing eccentrico, mezzo uomo di scienza e mezzo uomo mistico che spicca in mezzo ad altri personaggi, che forse risultano meno studiati.
Ciò che però davvero colpisce del lavoro di Coppola è la qualità visiva del film. Nulla è lasciato al caso, ogni fotogramma si presenta ricco di particolari e frutto di una certosina ricerca dell’immagine, passando da scenografie curate nei minimi particolari, a dettagli in primo piano, come i globuli rossi del sangue infetto. Vi sono richiami all’uso delle ombre espressionista, all’Oriente nell’uso di vesti dorate e nell’escamotage del teatro di ombre, vi sono scene granguignolesche vicine allo splatter, ambientazioni di gusto gotico. Coppola sembra quasi giocare con questi elementi per dar prova della sua abilità da un lato, ma, a mio avviso, sono anche un pretesto per omaggiare la settima arte, a cui dedica un cammeo nella sequenza in cui Dracula invita Mina a portarlo al cinema.
Di certo Coppola cammina sulla soglia del buon gusto, ma lo fa con grande maestria e dando prova di una grande padronanza del mestiere. Dracula di Bram Stoker rimane un’opera intramontabile, visivamente appagante e coinvolgente, che di sicuro vale la pena riguardare.


Titolo originale: Bram Stoker’s Dracula ; Regia: Francis Ford Coppola; Anno: 1992; Paese di produzione: Usa; Produzione: American Zoetrope, Osiris Films; Durata: 122 min.

venerdì 6 ottobre 2017

Napoleon Dynamite – Un nerd insolito

Napoleon Dynamite – Un nerd insolito

Napoleon Dynamite, diretto da Jared Hess nel 2004, è una commedia dai toni smorzati che ha come protagonista l’adolescente Napoleon (Jon Heder), un nerd dall’aria poco sveglia che vive una situazione familiare bizzarra e una vita liceale contrappuntata da prese in giro e maltrattamenti.
Il film premiato da MTV con tre MTV Movie Awards e presentato al Sundance Film Festival, se da un lato propone la classica situazione del nerd disagiato che nel finale ottiene un riscatto, dall’altro offre personaggi assurdi e improbabili, dialoghi surreali e situazioni divertenti che non cadono mai nella banale trita e ritrita volgarità. Tutta la vicenda, anche nei momenti che dovrebbero essere più intensi, viaggia sempre sottotono, effetto dato anche da una fotografia dalle atmosfere soft tinta pastello.
Napoleon vive con la nonna e il fratello Kip. A causa di un incidente, la nonna è ricoverata, così arriva lo zio Rico a prendersi cura dei due ragazzi. Rico coinvolge Kip, appassionato di chat online, in un assurdo lavoro come rappresentanti di contenitori di plastica e attraverso i suoi traffici commerciali, lo zio riesce a mettere più volte Napoleon in situazioni scomode. Il protagonista è costretto a scontrarsi giorno per giorno con una vita sociale difficile. Ha un unico amico, Pedro, un ragazzo messicano baffuto dalla scarsa vitalità, come del resto Napoleon. Il protagonista è infatuato di Deb (Tina Majorino), ma il loro rapporto sfocia soltanto in un’amicizia, delineata talvolta da tratti goffi. Dopo una serie di situazioni forse un po’ sconnesse tra loro, tra cui il classico ballo della scuola, Napoleon ottiene il riscatto quando alle elezioni scolastiche, con una sua esibizione da ballerino, riesce a far vincere l’amico Pedro, che si era proposto come candidato senza ottenere alcun seguito fino a quel momento.
Il lavoro di Jared Hess ha avuto un inaspettato successo tanto che a seguito della prima versione del film, è stata girata una scena extra inserita a posteriori dopo i titoli di coda.
Nonostante la sceneggiatura faccia appello ad alcune situazioni ordinarie per film adolescenziali, come le elezioni scolastiche, il ballo, i soprusi subiti dal ragazzo e così via, Napoleon Dynamite propone scene grottesche che incredibilmente risultano più veritiere e funzionali di molti altri lavori indirizzati al medesimo pubblico giovanile. La narrazione lenta e la frequente staticità fisica dei personaggi si contrappongono fermamente alla frenesia delle tipiche commediole americane. Emerge dal film di Hess un’umanità disagiata, estraniata, talvolta inerte e inerme, nonostante la vittoria finale. Napoleon Dynamite è un film sul filo del rasoio, alle volte scivola nell’idiozia, ma rimane pure sempre un ritratto surreale di persone incomprese ed emarginate, lontane dalla massa stereotipata, che fanno sorridere per le loro stramberie che, in fin dei conti, sono meno distanti di quel che può sembrare.


Titolo originale: Napoleon Dynamite ; Regia: Jared Hess; Anno: 2004; Paese di produzione: USA; Produzione: Fox Searchlight Pictures, Paramount Pictures; Durata: 91 min.

mercoledì 27 settembre 2017

Focus on Christopher Nolan: Interstellar

Interstellar è un viaggio nello Spazio siderale, i nostri eroi partono alla ricerca di un nuovo pianeta, su cui gli esseri umani possono trasferirsi a causa della “morte” della Terra.
Il gioco di Interstellar sta nel manipolare lo spazio-tempo, questo viaggiare tra le galassie e le diverse dimensioni temporali, questo continuo “ritorno al futuro”, porta gli astronauti a lasciare i propri affetti alla ricerca di un futuro migliore per tutta l’Umanità. Lo scorrere del tempo non ha lo stesso valore su i vari pianeti o sull’astronave, ci sono delle unità di misura che si dilatano o si ristringono come le costruzioni mentali di Inception.
Il protagonista di Interstellar è Joseph Cooper (Matthew McConaughey), un astronauta convertito all’agricoltura. Christopher Nolan è un autore a suo agio con i personaggi maschili ma non maschilista.
Al centro del cinema del regista inglese ci sono sempre dei personaggi maschili come Bruce Wayne/Batman o i due o tre maghi di The Prestige e per questo aspetto della sua estetica lo accomuno a autori come Micheal Mann e Martin Scorsese.
Nonostante ciò le sue eroine sono donne fantastiche: la giovane detective Ellie Blur di Insonmia interpretata da Hilary Swank, la bella ladra senza un futuro, Selina Kyle/Catwoman interpretata da Anne Hathaway e non per ultime Amelia (Anne Hathaway) e Murphy (Jessica Chastain), l’astronauta e la scienziata.
Alla fine i due sguardi che ci entrano nel cuore sono quello sereno di Murphy anziana e nel letto dell’ospedale circondata dalla famiglia e dal padre; e quello di Amelia sola su un nuovo pianeta anche lei serena.
Interstellar è un film con l’anima femminile e come sempre Christopher Nolan ci stupisce.

Ecco perché amo questo regista, perché è narratore e un inventore d’immagini.

giovedì 21 settembre 2017

La Tartaruga Rossa – Immersi nella natura

La Tartaruga Rossa, lungometraggio animato che ha ricevuto il Premio Speciale Un Certain Regard al Festival di Cannes, è una fiaba delicata e commovente che parla dell’uomo e della natura. Il protagonista è un naufrago che trova miracolosamente salvezza in un’isola tropicale deserta. L’unica compagnia è quella degli uccelli e dei granchi che si aggirano nella spiaggia. Sfruttando tronchi e vegetazione, come ogni buon naufrago, costruisce una zattera e tenta di allontanarsi da quel posto, ma raggiunta una certa distanza, una forza misteriosa manda a pezzi la sua imbarcazione, costringendolo a tornare a riva a nuoto. La cosa si ripete più volte finché, accanto ai rottami dell’ultima zattera andata in frantumi, immerso nelle acque oceaniche, l’uomo nota una grande tartaruga rossa. Un giorno questo animale maestoso si presenta sulla spiaggia dell’isola rompendo la monotonia di quel luogo. L’uomo, solo e disperato, riversa la sua frustrazione sull’animale, condannandolo a morte, a quanto pare. Il senso di colpa pervade il naufrago, che tenta disperatamente di rianimare la creatura senza ottenere alcun risultato. Perse le speranze, però, dall’involucro della tartaruga esce una bellissima donna. Tra i due si instaura subito un feeling e lei diventa la sua compagna di vita e madre del loro figlio.

Non una parola viene pronunciata durante il film. Le emozioni, i sentimenti e i legami sono magistralmente resi dalle immagini, dai colori, dai movimenti e dai suoni dell’acqua, del vento, della terra e dei pochi animali che fanno capolino. Non c’è mai un vero silenzio, bensì la rigogliosa melodia della vita. La storia è cadenzata dai lenti ritmi della natura, dalle piogge tropicali, dalle esplorazioni in acqua, dal bisogno di procacciarsi il cibo, dal riposo. E anche di fronte a eventi devastanti come uno tsunami, l’isola riemerge scalfita, ma ancora integra, così come i tre corpi del nucleo familiare che, curate le ferite, sembrano tornare alla normalità, eccezion fatta per il figlio. Il giovane ragazzo infatti, da sempre ha percepito un profondo legame con le tartarughe. A seguito dello tsunami, dopo aver salvato il padre finito al largo, cede al richiamo che ha dentro e rivolge un ultimo addio ai genitori per andarsene a nuoto verso l’ignoto, accompagnato da alcune tartarughe. Una metafora della totale immersione nella natura, dell’umano che si fonde con il creato, che forse va in cerca delle proprie origini. Un’immersione dunque in un’acqua materna, un liquido amniotico in cui egli si dirige, alla scoperta del principio da cui è arrivata sua madre. Si tratta di un viaggio di ritorno, possibile però solo per chi ha vissuto un’esistenza in totale armonia con il mondo primigenio.

Una storia magica, in cui l’uomo accettando di rinunciare alla sua vecchia esistenza, allontanandosi in via definitiva dalla società e abbandonandosi a un’esistenza primitiva, è accolto e custodito da Madre Natura. Attraverso le spoglie rugose di una tartaruga, animale antico che spunta dagli abissi insondabili, luogo misterioso e inaccessibile all’essere umano, sorge una sorta di dea madre che accompagna l’uomo fino alla fine della sua esistenza, prendendosene cura fino al suo ultimo respiro, per poi fare ritorno alle acque primigenie. Una storia che fa riflettere sul nostro rapporto con la natura, sull’essenza della vita che si può saggiare solo quando si è lontani dalla civiltà.


Titolo originale: La tortue rouge ; Regia: Michaël Dudok de Wit; Anno: 2016; Paese di produzione: Francia - Belgio; Produzione: Arte France Cinéma, Prima Linea Productions, Studio Ghibli, Why Not Productions, Wild Bunch; Durata: 80 min.


domenica 3 settembre 2017

Dunkirk


Christopher Nolan ha narrato la trilogia del Cavaliere Oscuro (2005-2012) e la profondità della mente umana in Inception (2010). Gli sono devota da The Prestige (2006) e, per me, da quel momento lui è diventato uno dei più grandi registi in circolazione.
Dunkirk o Dunkerque è un lembo di terra tra Francia e Inghilterra, che venne assediato dalle truppe tedesche durante la seconda guerra mondiale. Lì 400.000 soldati tra inglesi, francesi e belgi, presi in trappola, aspettavano di essere portati via in salvo, pur potendo vedere la costa della patria. Tra maggio e giugno 1940, 400.000 combattenti furono salvati grazie all’iniziativa dei civili che, con piccole imbarcazioni, partirono dall’Inghilterra e andarono a riprendere i loro ragazzi.
La retorica dei film di guerra viene azzerata e inizia una nuova forma di narrazione. Il realismo di Nolan si fonde con la storia sin nei dettagli. Mi sono sentita schiacciata e avevo le lacrime agli occhi. Ho sofferto e mi sono sentita impotente nel vedere morire quei ragazzi e di fronte alle scelte per la sopravvivenza che dovevano fare tutti, dal soldato semplice al generale; ero lì. I grigi e i marroni della spiaggia, il nero e il fuoco della notte e l’azzurro del cielo dominano, non c’è sangue.

Non c’è il nemico, non si sente parlare tedesco, non ci sono i cattivi.

mercoledì 21 giugno 2017

Estate con le FilmLovers

estate con le filmlovers


L'estate è arrivata ma noi FilmLovers non andiamo ancora in vacanza. Abbiamo pensato che tra un tuffo al mare e una passeggiata in montagna vi potrebbe piacere vedere qualche bel filmetto.
Ecco a voi una selezione dei nostri film preferiti sull'estate, come sempre ne abbiamo per tutti i gusti come il gelato!

martedì 30 maggio 2017

La prima linea, cosa resta degli anni di piombo


Premessa: mi sono ritrovata a guardare La prima linea in TV per puro caso; ho scoperto che tra gli interpreti c'è Lino Guanciale, volevo fotografare lo schermo, non appena fosse apparso, e mandare la foto alle mie amiche (a fine recensione ci sarà la foto, promesso). Come spesso mi succede, parto da un presupposto molto scemo (chissà se alle mie amiche Lino piace anche capellone?) per poi scoprire che ciò che ho davanti è tutto fuorché una buffonata; questo piccolo film, infatti, mi ha molto colpita e mi ha dato diversi spunti di riflessione, tanto che ho deciso di scrivere.

domenica 21 maggio 2017

I segreti di Twin Peaks

È stata annunciata per maggio 2017 l’uscita della terza stagione di Twin Peaks, serie ideata nel 1990 da David Lynch e Mark Frost. La scelta della campagna pubblicitaria è molto bizzarra: sono stati affissi annunci con la foto di Laura Palmer (Sheryl Lee) dichiarata scomparsa con tanto di numero telefonico da chiamare. Gli episodi in uscita, attesi trepidamente dai fan della serie, sono ambientati venticinque anni dopo i fatti accaduti nelle prime due stagioni. Dunque ho deciso di spendere qualche parola per questa serie che, a mio avviso, è conturbante e intrigante. Ricordo inoltre che dal 10 maggio, su Cielo, sono riproposte le prime due stagioni.

martedì 2 maggio 2017

“Spero che le belle cose degli ultimi anni possano portare il cinema italiano lontano”, una chiacchierata con Andrea Arcangeli

Foto di Stefano Guindani
dal libro Sguardi d'attore - I volti di Rai Cinema 

Andrea Arcangeli è l'attore protagonista di The_Startup, ultimo film di Alessandro D'Alatri, ha 23 anni, un curriculum di tutto rispetto (Fuoriclasse, Romeo e Giulietta, Tempo instabile con probabili schiarite, Il paradiso delle signore) e le idee molto concrete su come si lavora nel mondo del cinema.
Subito dopo aver visto il suo film, gli ho chiesto di potergli fare qualche domanda, e ho scoperto che Andrea ha una grandissima grinta e molto da raccontare. Se volete saperne di più su un attore giovane e di talento, godetevi la nostra intervista.

sabato 15 aprile 2017

Cinema... al ristorante!

Francesca Guarnieri consiglia:
Ratatouille, Brad Bird, Jan Pinkava, 2007.


Io e le mie amiche/colleghe di FilmLovers volevamo scrivere di conigli e ovetti in tema con la Pasqua, purtroppo non abbiamo raggiunto un accordo, per questo abbiamo detto una parola a caso, estraendone una a sorte, così et voilà il tema pasquale è: Ristoranti! Volevo parlare di altri film, poi però ho pensato di mettere un roditore, sarebbe carino se a pranzo fuori in questi giorni sbucasse un bel topino (minimo il ristorante chiude e non so che fine potrebbe fare il vostro pranzo), però dai, Remy è tanto carino e abile, che io vi consiglio Ratatouille. La storia è quella di un topolino con la passione per il cibo e la cucina, riesce a realizzare il suo sogno e cucinare in un ristorante di Parigi. Bè...Buon appetito, scusate, Buona visione!

sabato 8 aprile 2017

The_startup, una storia che merita di essere raccontata



Ho scoperto su Facebook, proprio un Social Network, che la prima di The_startup, il nuovo film di Alessandro D'Alatri, si sarebbe tenuta il 6 aprile a Pescara, la mia città, nel piccolo cinema cittadino. Da brava FilmLover quale sono, non ho potuto fare a meno di andarci, ho portato con me una cara amica che mi ha "ordinato" di scrivere subito una recensione (infatti la bozza l'ho scritta di notte al caldo del mio lettino)
            Una cosa che ammiro molto in alcuni registi, quando parlano dei propri film, è il mettere da parte se stessi e parlare del film (sembra strano ma a volte non è così), D'Alatri ha fatto proprio questo, ha spiegato al pubblico in sala perchè ha voluto girare The_startup: "perchè è una storia che merita di essere raccontata in questo momento storico", la vicenda del film infatti mette in luce una questione molto attuale: quella del talento dei ragazzi italiani.

giovedì 6 aprile 2017

La casa dalle finestre che ridono – Tra acqua e silenzio

La casa dalle finestre che ridono è un piccolo capolavoro diretto da Pupi Avati nel 1976. La pellicola, ambientata nella tranquilla e silenziosa Comacchio, è girata interamente nella campagna ferrarese. Come suggerisce il sindaco Solmi, le specialità che caratterizzano il paesino di campagna sono le donne, l'acqua e il silenzio, oltre all'affresco del pittore Buono Legnani. Proprio quest'opera è il motivo dell'arrivo di Stefano (Lino Capolicchio), ottimo restauratore incaricato di riportare alla luce l'immagine che Legnani aveva affrescato nella chiesa, e proprio quest'opera con il mistero che cela condurrà il protagonista, nuovo arrivato, a cadere in un vortice di eventi inquietanti e folli. 

giovedì 30 marzo 2017

David di Donatello 2017, lo specchio del cinema italiano contemporaneo


Il 27 marzo sono stati consegnati i David di Donatello, il premio, arrivato alla sua 61° edizione, che l'Accademia del cinema italiano conferisce ai suoi esponenti più meritevoli.
L'anno scorso ha trionfato Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, con ben 8 statuette, film che ha segnato una svolta del cinema italiano verso il film di genere, un'assoluta novità nel nostro panorama cinematografico.
Quest'anno ad essere premiato è stato senza dubbio il coraggio e la trasgressione, quella del proporre un film ambientato nel mondo delle gare automobilistiche come Veloce come il Vento di Matteo Rovere (6 statuette), quella di girare un film, anche a basso budget, partendo da un'idea davvero originale, quella di due gemelle siamesi che si ritrovano ad essere viste come un fenomeno da circo alle feste di matrimonio in Campania come Indivisibili di Edoardo de Angelis (5 statuette) o il coraggio delle due protagoniste, pazienti fuggiasche di un'ospedale psichiatrico, di La pazza gioia di Paolo Virzì (5 statuette).

martedì 28 marzo 2017

La Bella e la Bestia, è una storia sai....


E' la seconda recensione che scrivo su La Bella e la Bestia, la prima non mi convinceva troppo, l'avevo fatta troppo lunga. Il motivo è semplice, so troppe cose su questa storia e poi voi rischiavate di pensare: “Si, ma a me cosa me ne frega di sapere che la storia è stata pubblicata in Francia nel 1757 e scritta da Madame Leprince De Beaumont? O, che il cartone uscito nel 1991, è stato nominato per un sacco di premi Oscar tra il quale miglior film? O che per la prima volta la Disney, aveva usato la computer grafica? E ancora che la scena finale del ballo riprende lo stesso ballo della Bella addormentata nel bosco? E, per concludere, che la Bestia altro non rappresenta che la visione sessuale delle giovani donne, che vedono il sesso come qualcosa di animalesco, prima del matrimonio, perchè non ricevono un'educazione sessuale dai genitori?” Niente, ma io ve le dico lo stesso, perchè vi voglio bene e condivido con voi delle notizie che potrebbero salvarvi in alcune discussioni. Ma voi mi direte, “Si ciccia, ma vieni al dunque, è bello?”.

domenica 19 marzo 2017

Zootropolis, dove gli animali siamo noi!




Partiamo dal presupposto che il metro di giudizio (parziale, poi vi dirò perchè) utilizzato è quello di un bambino di quasi quattro anni: mio nipote. Ultimamente io e il mio “ragazzo” ovvero mio nipote, ci guardiamo qualche cartone assieme. Unisco l'utile al dilettevole: divano, coperta, serpenti – che sarebbero i miei piedi con i calzini – pop corn e filmetto. Con Zootropolis, però, qualcosa è andato storto, una parte del film lo ha terrorizzato a morte e quindi ho dovuto spegnere. Quindi io e la Nini (la gatta), ce lo siamo dovute guardare a casa nostra, senza pop corn questa volta, altrimenti li vuole pure lei e ad un gatto i pop corn, non fanno proprio bene.

giovedì 16 marzo 2017

T2 Trainspotting

SPOILER per chi non avesse mai visto Trainspotting.
Alla fine di Trainspotting (1996), la scelta di Marc Renton lo portava lontano da Edimburgo, dall'eroina e dai propri amici, dopo vent’anni ritorna a casa.

Sono molto affezionata a Trainspotting e dopo vent’anni mi sono trovata a guardare il tirare le somme di questi quattro uomini. Sin dal trailer si capisce che T2 non ha la ruvidità fotografica e la povertà di mezzi di Trainspotting; i vent’anni passati hanno portato fama e premi al cast e fondi per fare un seguito. Danny Boyle ha dovuto trovare delle soluzione per non rifare se stesso (intervista su Film TV n. 8 del 21/02/2017).

mercoledì 15 marzo 2017

Man in the Dark. Non svegliare il can che dorme



Man in the Dark è un horror thriller di Fede Alvarez uscito nelle sale italiane lo scorso settembre. Il titolo originale, Don't breathe, cioè “non respirare”, oltre a suggerire la condizione dei protagonisti che devono stare attenti a non fare il minimo rumore, nemmeno quello del loro respiro, anticipa lo situazione in cui cadrà lo spettatore durante la visione del film: uno stato d'ansia che toglie il fiato! A tal proposito mi permetto di aggiungere che non condivido la scelta di non mantenere il titolo originale, senza ombra di dubbio più pertinente. 

venerdì 10 marzo 2017

The Crown - Una serie originale Netflix



Realizzata da Peter Morgan per Netflix, si tratta di una serie incentrata sulla vita della Regina Elisabetta II.
La prima stagione è stata pubblicata il 4 novembre 2016 sulla piattaforma Netflix, in tutti i paesi, e si compone di 10 puntate da circa un'ora l'una.
La sigla lascia presagire l'atmosfera: vediamo un corona che a poco a poco prende forma accompagnata da un'inconfondibile composizione di Hans Zimmer, le forme cesellate acquistano le sembianze di una gabbia dorata, il tutto immerso in un'oscura nebbia.
In queste prime puntate assistiamo alle vicende dei maggiori componenti della casa reale, partendo dal matrimonio fra Elisabetta e Filippo Mountbatten, descrivendo le conseguenze dell'ascesa al trono sul loro rapporto. La sceneggiatura ha il pregio di trovare un buon equilibrio e non avvicinarsi troppo ad Elisabetta: alcuni aspetti del suo carattere rimangono celati e rimane sempre qualcosa di non detto. Intuiamo il peso della responsabilità e quella malinconia che ad un certo punto la protagonista non potrà più esprimere a parole.

mercoledì 8 marzo 2017

Festa della donna: i consigli delle FilmLovers!


La “redazione” di FilmLovers è tutta al femminile! Abbiamo deciso di festeggiare l’8 marzo, con le nostre lettrici, consigliando i nostri film preferiti da guardare con le amiche (le protagoniste? Ovviamente tutte donne!)

Laura Perrotti consiglia:
Mamma Mia!, Phyllida Lyoid, 2008

Tratto dall’omonimo musical con le canzoni degli ABBA, Mamma Mia! parla di un matrimonio da fare e di tre possibili padri per la sposa, ma soprattutto dell’amicizia tra donne e dell’amore di una madre per la propria figlia.
Lo consiglio innanzitutto per la colonna sonora su cui scatenarsi (siamo tutte un po’ Dancing Queen) e anche per le bellissime interpretazioni del cast femminile, prima tra tutte Meryl Streep.

domenica 5 marzo 2017

Arrival



Cercherò di sintetizzare le mie idee su Arrival: Arrival è un film di fantascienza con alieni ma non solo.
Ci sono alcuni ingredienti del film che mi fanno tanto amare Arrival: sono Amy Adams e la sua performance, il limbo di spazio creato per dialogare con gli alieni e la colonna sonora.
Denis Villeneuve ha avuto la fortuna di avere Amy Adams come protagonista del film, il film è incentrato su di lei; le sue capacità, la sua fisicità e le sue espressioni creano le emozioni del film, l’empatia tra lei e la macchina da presa è totale. Il fulcro del film è proprio il coraggio di questa linguista che per prima si “sveste” per presentarsi agli alieni come un essere umano.
Lo spazio d’incontro tra noi e loro è ispirato ai lavori dell'artista James Turrell e la musica ambient di Johann Johannsson, crea “un’estetica degli spazi emozionali” nuova per un film di fantascienza.
E si, ci sono anche gli alieni.