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mercoledì 27 settembre 2017

Focus on Christopher Nolan: Interstellar

Interstellar è un viaggio nello Spazio siderale, i nostri eroi partono alla ricerca di un nuovo pianeta, su cui gli esseri umani possono trasferirsi a causa della “morte” della Terra.
Il gioco di Interstellar sta nel manipolare lo spazio-tempo, questo viaggiare tra le galassie e le diverse dimensioni temporali, questo continuo “ritorno al futuro”, porta gli astronauti a lasciare i propri affetti alla ricerca di un futuro migliore per tutta l’Umanità. Lo scorrere del tempo non ha lo stesso valore su i vari pianeti o sull’astronave, ci sono delle unità di misura che si dilatano o si ristringono come le costruzioni mentali di Inception.
Il protagonista di Interstellar è Joseph Cooper (Matthew McConaughey), un astronauta convertito all’agricoltura. Christopher Nolan è un autore a suo agio con i personaggi maschili ma non maschilista.
Al centro del cinema del regista inglese ci sono sempre dei personaggi maschili come Bruce Wayne/Batman o i due o tre maghi di The Prestige e per questo aspetto della sua estetica lo accomuno a autori come Micheal Mann e Martin Scorsese.
Nonostante ciò le sue eroine sono donne fantastiche: la giovane detective Ellie Blur di Insonmia interpretata da Hilary Swank, la bella ladra senza un futuro, Selina Kyle/Catwoman interpretata da Anne Hathaway e non per ultime Amelia (Anne Hathaway) e Murphy (Jessica Chastain), l’astronauta e la scienziata.
Alla fine i due sguardi che ci entrano nel cuore sono quello sereno di Murphy anziana e nel letto dell’ospedale circondata dalla famiglia e dal padre; e quello di Amelia sola su un nuovo pianeta anche lei serena.
Interstellar è un film con l’anima femminile e come sempre Christopher Nolan ci stupisce.

Ecco perché amo questo regista, perché è narratore e un inventore d’immagini.

lunedì 25 settembre 2017

Focus on Christopher Nolan: Inception (2010)


Sono veramente in pochi a non aver visto il labirintico Inception di Nolan, ma è bene ribadire i pregi e la complessità di questa pellicola.
Il protagonista Dom Cobb (un Leonardo DiCaprio in gran forma) è un ladro, ma molto particolare: è infatti in grado di estrarre i più reconditi segreti dell'inconscio durante il sogno, pratica molto apprezzata nell'ambito dello spionaggio industriale. L'illegalità delle sue pratiche l'hanno portato ad allontanarsi dalla famiglia, ma grazie ad un ultimo ingaggio potrebbe riavere ciò che ha perduto. Questa volta però dovrà cimentarsi insieme alla sua squadra nell'inception, l'impianatare un'idea nella mente, non il solito furto insomma.
Questa pratica impone di addentrarsi nei sogni dei personaggi con un meccanismo a matrioska, vivendo sogni dentro ad altri sogni. Più si va in profondità e più il tempo si dilata.
Questa struttura calza perfettamente con la passione di Nolan per il montaggio intricato, inevitabilemente accompagnato dallo sguardo perplesso di qualche spettatore. Nonostante questo il film fila senza strafare, ed è perfettamente leggibile, magari con l'aiuto di una seconda visione.
La trama fantascientifica è accompagnata da effetti visivi spettacolari, elemento fondamentale per vivere di persona le vicende e gli ambienti dei sogni impossibili, condita da scene action che non fanno calare mai l'attenzione.
Durante la visione i diversi piani onirici e la realtà si confondono: questo perchè Nolan dona al sogno un'apparenza materica, vivida, in cui si hanno leggi fisiche proprio come nello stato di veglia. 
Il film riesce ad amalgamare diversi generi, oltre alla fantascienza e all'action assistiamo al dramma del protagonista, intrappolato nel perpetuo ricordo della moglie (Marion Cotillard): una presenza amata ma allo stesso tempo ingombrante e distruttiva. 
Il finale è aperto ma perfetto, non di quelli che ti fanno balzare dalla poltrona in un impeto d'ira e frustrazione.