lunedì 25 settembre 2017

Focus on Christopher Nolan: Inception (2010)


Sono veramente in pochi a non aver visto il labirintico Inception di Nolan, ma è bene ribadire i pregi e la complessità di questa pellicola.
Il protagonista Dom Cobb (un Leonardo DiCaprio in gran forma) è un ladro, ma molto particolare: è infatti in grado di estrarre i più reconditi segreti dell'inconscio durante il sogno, pratica molto apprezzata nell'ambito dello spionaggio industriale. L'illegalità delle sue pratiche l'hanno portato ad allontanarsi dalla famiglia, ma grazie ad un ultimo ingaggio potrebbe riavere ciò che ha perduto. Questa volta però dovrà cimentarsi insieme alla sua squadra nell'inception, l'impianatare un'idea nella mente, non il solito furto insomma.
Questa pratica impone di addentrarsi nei sogni dei personaggi con un meccanismo a matrioska, vivendo sogni dentro ad altri sogni. Più si va in profondità e più il tempo si dilata.
Questa struttura calza perfettamente con la passione di Nolan per il montaggio intricato, inevitabilemente accompagnato dallo sguardo perplesso di qualche spettatore. Nonostante questo il film fila senza strafare, ed è perfettamente leggibile, magari con l'aiuto di una seconda visione.
La trama fantascientifica è accompagnata da effetti visivi spettacolari, elemento fondamentale per vivere di persona le vicende e gli ambienti dei sogni impossibili, condita da scene action che non fanno calare mai l'attenzione.
Durante la visione i diversi piani onirici e la realtà si confondono: questo perchè Nolan dona al sogno un'apparenza materica, vivida, in cui si hanno leggi fisiche proprio come nello stato di veglia. 
Il film riesce ad amalgamare diversi generi, oltre alla fantascienza e all'action assistiamo al dramma del protagonista, intrappolato nel perpetuo ricordo della moglie (Marion Cotillard): una presenza amata ma allo stesso tempo ingombrante e distruttiva. 
Il finale è aperto ma perfetto, non di quelli che ti fanno balzare dalla poltrona in un impeto d'ira e frustrazione.

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