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martedì 13 febbraio 2018

Carnevale, su la Maschera!

Per festeggiare Carnevale noi FilmLovers abbiamo deciso di "mascherarci", ovviamente a tema cinema! Come sempre ne avremo per tutti i gusti, Su la maschera!


Francesca Guarnieri consiglia, Marie Antoinette (Sofia Coppola, 2006)


Se dovessi vestirmi come un personaggio di un film per carnevale, prenderei due piccioni con una fava. Il mio “vestito” non è solo filmico, ma anche storico: Marie Antoniette, il film è di Sofia Coppola con Kirsten Dust nei panni della regina di Francia. Nella pellicola del 2006, si racconta la vita di corte di Maria, la sua vita a Versailles, il matrimonio con Luigi XVI, l’adulterio, la rivoluzione, il tutto condito con una spruzzatina di pop (neppure tanto –ina). Gli abiti sono stati disegnati da Milena Canonero.
Piccola curiosità Dall’undici febbraio fino alla fine di maggio, gli abiti originali del film saranno in mostra alla Sala Mostre Temporanee del Museo del Tessuto di Prato, Marie Antoniette. I costumi di una regina da Oscar. 
La mia scelta è più estetica, che storica, gli abiti del film sono spettacolari e mi piacerebbe avere un bustino che mi faccia un vitino da vespa, forse con le parrucche mi andrebbe peggio, ma in una scena del film la regina ha i capelli rosa, l’ho già provato e averlo è stato adorabile (mia madre non è della stessa opinione).
Non voglio dare altre informazioni, ma lasciarvi ammirare gli abiti del film con un collage. 


Stenia Grassetto consiglia, Via Col Vento (Victor Fleming, 1939)


Sin da bambina, una nota cinefila era presente nei miei festeggiamenti per il Carnevale ed era Via col Vento, cioè il mio travestimento era molto simile ai costumi usati da Rossella o meglio Scarlett (interpretata dalla meravigliosa Vivien Leigh) e Melania (Olivia De Havilland). Il destino vuole che questo film sia tra i più visti nella mia vita e sia il più visto della storia del cinema.
Da bambina non capivo Scarlet O’Hara continuava a correre dietro a Ashley (Leslei Howard) che non le ha mai dato speranza e respingeva il più fascinoso Rhett Butler (Clark Gable) chiaramente innamorato di lei; più avanti con il tempo l’ho capita.
Scarlet non è innamorata di una persona e per questo uno dei personaggi più autentici della storia del cinema, Scarlet è innamorata di un’idea, un’idea di un passato legato alla decadenza di un’aristocrazia terriera già “morta” che muore “fisicamente” nella guerra di Secessione americana (1861-1865); Rossella è la voglia di vivere e la capacità di sopravvivere a tutto perché infondo “Domani, è un altro giorno!”


Giada Ravara consiglia, I Tenenebaum (Wes Enderson, 2001)


Nelle vesti di chi mi calerei per Carnevale? Il primo nome sulla mia lista è di certo Margot Tenenbaum.
È da sempre uno dei miei personaggi femminili preferiti: cinica, sofisticata e irrimediabilmente depressa.
Gwyneth Paltrow interpreta nel film di Wes Anderson “I Tenenbaum” la figlia adottiva di Royal e Etheline, geniale scrittrice prodigio che conduce una vita in costante fuga dalla noia che la tormenta, osservando una maniacale riservatezza.
Margot è impeccabile nella mise che ripropone in quasi tutto il film: caschetto con molletta rossa a fermare il ciuffo, trucco nero pesante sugli occhi, vestitino a righe Lacoste, pelliccia di visone, borsa Kelly di Hermes e mocassino marrone. Iconica con la sua sigaretta sempre accesa, perché diciamolo: fumare fa molto male, ma da un certo tono (SOPRATTUTTO NEI FILM). Le manca un dito, ma in Margot anche questa imperfezione non fa che aumentare l’allure di mistero che la circonda.
La sua vita sentimentale è costellata da turbolenti relazioni; un amore saffico parigino, bizzarri flirts e matrimoni segreti con personaggi eccentrici, fino all’ultimo marito, interpretato da Bill Murray, un maturo accademico che ovviamente stravede per lei. Nonostante le sue numerose avventure, Margot ha da tutta la vita un unico e straziato amore: il fratellastro Richie (Luke Wilson), che si strugge per lei fin da ragazzino.
Ecco, insomma vorrei anche io per un giorno sentirmi una figa assurda, fregandomene comunque beatamente di tutto e di tutti. Anche se in verità qualcosa in comune io e Margot l’abbiamo: il bagno è il nostro buen ritiro prediletto, in cui passare interminabili ore in vasca o rifarci lo smalto. Provare per credere.
Cosa le invidio di più? No, non il suo fascino e stile inconfondibile, troppo facile. Nemmeno il sapore malinconico che la contraddistingue. La cosa che vorrei tanto avere è il suo imperturbabile approccio alla vita, immune ai cambiamenti e alle avversità, che rende Margot Tenenbaum un personaggio atipico, superbamente eterno.

Laura Perrotti consiglia, Cenerentola (Kenneth Branagh, 2015)

Ebbene sì. sono una grande fan di Cenerentola fin dalla più tenera età.
Quando era una bambina mi sono vestita da Cenerentola per anni, e ogni anno aggiungevo qualcosa al vestito, il risultato finale è degno di quello del film. 
C'è qualcosa nel personaggio di Cenerentola che amo da sempre, forse perchè mentre fa le faccende di casa canta a squaciagola come se fosse la cosa più naturale del mondo (lo faccio anche io, ma non sono proprio spensierata), forse per il romantico ballo a palazzo o semplicemente perchè alla fine la sua bontà viene ripagata e da serva delle sue sorellastre (o come le chiamavo da bambina "sorellacce") sposa il principe e diventa regina. 
Ci sono molte versioni cinematografiche di questa fiaba, quella più famosa è il cartone della Disney del 1950; però io ho apprezzato molto anche la versione live action diretta da Branagh. 
In questo film i costumi sono una delle componenti più curate, sono fastosi e davvero "da fiaba". Diciamo che, dopo di me, Lily Collins è la Cenerentola più elegante di sempre.


martedì 30 gennaio 2018

FilmLovers seriali, le serie cult del blog

Non si vive di solo cinema, motivo per cui esistono le serie TV!
Abbiamo deciso di rivelarvi le nostre serie del cuore, che siano vecchie, nuove, lunghe o brevi per noi FilmLovers sono dei veri cult!
Leggete e rivelateci la vostra serie cult!



Stenia Grassetto consiglia Firefly

Firefly è (probabilmente) la serie tv più cult di uno degli autori televisivi più cult, Joss Whedon; boicottata dai produttori, tanto da essere “chiusa” dopo 14 episodi, amata dai fan e dall’autore. Perchè è da vedere?
Perchè è un Neo Western cioè un ibrido tra western e fantascienza e i protagonisti sono degli space cowboy (il capitano/ex-militare, il conducente/pilota dell’astronave Firefly, la prostituta, il medico, il reverendo).
Perché il Capitano Malcom Reynolds ha un’etica profonda e appassionata; Nathan Fillion, l’interprete principale della serie e di Castle, ama il personaggio tanto da indossarne le vesti durante i party di Halloween nella serie omonima.
Perché l’attore protagonista e l’autore non hanno mai messo da parte l’idea di continuare la serie.
Perché l’attivismo dei fan ha permesso di realizzare il film Serenity, continuazione degli eventi della serie.
Perché la serie sta continuando come grafic novel.
Ecco perché è da recuperare.



Laura Perrotti consiglia Saranno Famosi

La mia serie cult è Saranno Famosi che è forse la prima serie tv che ho visto per intero (e anche diverse volte!).
Saranno Famosi racconta della vita degli studenti della New York School of Performing Arts, una scuola superiore dove oltre a letteratura e matematica si insegna anche music canto recitazione e danza, insomma, per chi mi conosce, è il mio ideale di paradiso (infatti da ragazzina volevo emigrare a New York per studiare lì e non frequentare il liceo).
Saranno famosi è un cult per la sua sigla, Fame!
Ho amato molto questa serie non solo per il lato da musical ma anche per il fatto che non puoi non amare i suoi personaggi, il più iconico è Leroy Johnson (Gene Anthony Ray), un ragazzo afroamericano tanto sfacciato quanto talentuoso, ma ci sono anche Bruno Martelli (Lee Curreri), Danny Amatullo (Carlo Imperato) e Doris Swartz (Valerie Landsburg). Sono dei gran bei personaggi anche molti dei professori, come Shorofsky (Albert Hague) e Lydia Grant, la prof di danza interpretata da Debbie Allen (ora Catherine Avery in Grey’s Anatomy). 
Se vi state chiedendo come mai una ragazzina nata negli anni Novanta abbia come serie cult un telefilm degli anni Ottanta basta guardare la sigla!



Sonia Madini consiglia Mad Men

Serie iniziata nel 2007 e conclusa poco più di due anni fa, se non l'avete vista è assolutamente da recuperare. 
Le puntate ci immergono nel mondo pubblicitario newyorkese degli anni '60, seguendo le vicende del misterioso e geniale direttore creativo Don Draper (John Hamm), della sua famiglia e dei suoi collaboratori (fra cui una fantastica Elisabeth Moss, celebre protagonista di The Handmaid's tale). A fare da contorno i grandi stravolgimenti sociali in atto in quegli anni e gli eventi storici che hanno segnato il decennio: tra i tanti la contrapposizione Nixon Kennedy, la crisi dei missili di Cuba, la lotta afroamericana per i diritti civili. Un ritratto storico pieno di dettagli, con personaggi carismatici, che evolvono e crescono. Guardare almeno una puntata per credere!



Giada Ravara consiglia Will e Grace

Correva l’anno 2001 quando per la prima volta venne trasmesso in Italia “Will e Grace”. Io avevo solo dieci anni, ma ricordo benissimo quanto rimasi folgorata dallo sfavillante universo che gravitava attorno ai due protagonisti della sit-com americana.
Will è un avvocato gay di successo che condivide un appartamento a New York con la sua migliore amica Grace, una nevrotica arredatrice. I due sono uniti da un profondo legame affettivo e dalla totale sfortuna per quanto riguarda le questioni di cuore! Le loro vicende raccontano molto bene la rampante generazione dei trentenni sull’orlo di una crisi di nervi, divisi tra la ricerca del successo personale e quella del grande amore. 
Will and Grace assume toni esilaranti grazie soprattutto ai due personaggi secondari, assolutamente “sui generis”: Jack, l’amico attore di Will, e Karen, l’altolocata segretaria di Grace. Jack e Karen, eccentrici e politicamente scorretti, sono per me la vera chiave del successo dello show: fanno da contraltare ai due perfettini protagonisti, arrivando spesso a rubargli la scena con i loro improbabili teatrini.
La serie ebbe un importante successo e diventò un vero fenomeno di costume in quanto finestra sulla cultura LGBT americana, rappresentata con sagace ironia e leggerezza che ancora oggi non ha paragoni. Non sono mai mancati i riferimenti politici, sempre nel nome del sostegno della causa per i diritti degli omossessuali: ultimo il web-episodio speciale lanciato dopo dieci anni dalla fine della serie a sostegno della candidatura alle presidenziali del 2016 di Hillary Clinton. 


Francesca Guarnieri consiglia Beverly Hills 90210

Una serie tv, che ho visto, che vedrei e rivedrei è: Beverly Hills 90210, iniziata negli anni ’90 e terminata all’inizio del nuovo millennio. Volevo cambiarla per non essere scontata, ma sarei finita a scegliere una serie anni ’90, quindi poco cambiava.
Beverly Hills è la storia dei gemelli Walsh, due adolescenti che dal Minnesota si trasferiscono con tutta la famiglia nella caldissima e ricchissima Beverly Hills. Brenda (Shannen Doherty) e Brendon (Jason Priestley) dovranno ricominciare da zero, fare nuove amicizie e qui entrano in campo i 6 amici: Kelly (Jennie Garth), Donna (Tori Spelling), Andrea (Gabrielle Carteris), Dylan (Luke Perry), David (Brian Austin Green) e Steve (Ian Ziering).
Casa Walsh sarà un punto di riferimento, l’unione sana e genuina della famiglia riuscirà ad essere di conforto ed aiuto ai giovani amici dei due fratelli.Non cadrò nella disputa team Brenda o Kelly, ovviamente tifavo per la prima, però posso dire che non tutte le stagioni della serie sono state entusiasmanti come le  prime quattro, dall’uscita di scena di Brenda la serie ha preso una strana piega.Perché vedere le prime stagioni? Per i nostalgici, sarete avvolti da un’atmosfera adolescenziale, in generale, perché è una dei primi Teen drama, che con coraggio ed audacia ha affrontato vari temi: droga, anoressia, alcolismo, Hiv, prevenzione tumore al seno, suicidio (ben prima di 13) e altro.




sabato 20 gennaio 2018

Dieci motivi per amare American Crime Story, Il caso O. J. Simpson



Perry e Ceschina sono tornate! Dopo aver avuto grossi dubbi su 13 Reasons Why e aver demolito il remake di Dirty Dancing, hanno trovato una serie da amare: Il caso O. J. Simpson.

Se lo avete perso o se lo avete già visto tutto in tre giorni (come hanno fatto loro) e state fremendo per la nuova serie sul caso Versace, beccatevi questi 10 motivi per amarlo.



1. La scelta del caso giudiziario. Il caso O. J. Simpson è oggettivamente irrisolto. Permette di farci una nostra idea su come potrebbe essere andato l’omicidio. Inoltre tocca temi tuttora di grande interesse sociale, come la discriminazione razziale e la violenza domestica.

2. Non ci sono personaggi solo positivi o solo negativi, è una rappresentazione neutra degli avvenimenti del processo.

3. I movimenti di macchina sono un elemento forte della serie, ruotano, zoomano sugli attori, abbiamo soggettive e oggettive. Siamo gli occhi della giuria, dei giornalisti ma anche quella delle telecamere Tv… Chapeau!

4. I Kardashan. Se vi siete chiesti “ma perché i Kardashan sono così famosi?” con Il caso O.J Simpson lo scoprirete! Anzi, saprete anche come erano prima di diventare i più snob del mondo.

5. Gli anni '90. Dopo il grande ritorno degli '80 con Stranger Things, si torna anche negli anni '90, in cui tutte amavamo Dylan anche se aveva messo le corna a Brenda… Se avete la nostalgia degli ultimi momenti di gloria delle spalline e delle cravatte dalle fantasie sgargianti le ritroverete nelle aule di tribunale di questa serie.

6. Rimanendo in tema del vintage, riscopriamo gli anni in cui non esistevano i social. I fatti dei vip (e soprattutto dei Kardashan) li dovevi andare a cercare dal giornalaio, o in Tv.

7. Il grande ritorno di David Schwimmer, l’indimenticato Ross di Friends. Lo vediamo nei panni del buon Rob Kardashan, ma pensiamo sempre a lui e Rachel al central perks. Il suo personaggio è forse la vera vittima di tutta la serie.

8. C’è anche il ritorno di John Travolta, ci era mancato… non balla e non canta però; interpreta l’avvocato dei vip e passa gran parte della serie a litigare con i suoi colleghi.

9. Cuba Gooding Jr. ci regala una bellissima interpretazione del protagonista, l’ex giocatore di Football O. J. Simpson.

10. Menzione speciale per la produzione che comprende Ryan Murphy, il creatore di Glee, e anche John Travolta.

lunedì 30 ottobre 2017

Halloween, FilmLovers da brivido!

Per chi vuole trascorrere Halloween davanti allo schermo le FilmLovers vi consigliano un film ciascuna, cinque titoli molto diversissimi fra loro, per immergersi al meglio nell'atmosfera della notte più spaventosa dell'anno fra zombie, danze, streghe e vampiri.


Sonia consiglia Train to Busan (Sang-ho Yeun, 2016)


Film coreano con una delle trame più classiche per una serata horror: l'apocalisse zombie! L'ambientazione è claustrofobica, i protagonisti si trovano su un treno in cui una giovane donna inizia ad avere strane convulsioni: ben presto molti vagoni sono invasi da queste creature. Le città sono sotto assedio, il convoglio prosegue il percorso cercando di raggiungere una fermata in cui i passeggeri possano scendere sani e salvi. Si crea presto il gruppetto di survivors, capitanato dal finanziere divorziato Seok-wo e la figlia trascurata Su-an. Con loro una coppia che aspetta il primo figlio, due liceali e due anziane sorelle. Il regista sottolinea l'egoismo di molti personaggi coinvolti, specchio della società coreana, tipicamente gerarchica, dove un senzatetto riesce ad essere più spaventoso di un non-morto. Gli zombie però non fanno distinzione di classe e si accaniscono su tutto e tutti. Un film davvero godibile, che offre ciò che promette. 


Laura consiglia Il cigno nero (Darren Aronofsky, 2010)


Non sono fan degli horror puri, non ho visto It, non ho visto L’esorcista e sono uscita dal cinema dopo venti minuti di the ring, amo però molto i film sulla danza, anche perché l’ho praticata per anni. Motivo per cui vorrei consigliare Il cigno nero.
Il cigno nero è uno psico-thriller con molti elementi orrorifici. La protagonista Nina (Nathalie Portman) è una ballerina classica. Per la nuova stagione, la sua compagnia metterà in scena Il lago dei cigni e il coreografo, Thomas Leroy (Vincent Cassel) sceglie Nina per interpretare la protagonista del balletto. Per lei si prospetta un doppio ruolo, i cigno bianco, Odette e il cigno nero, Odile. Nina vuole essere perfetta ma sulla sua via incontrerà molti ostacoli tra cui Lily (Mila Kunis), una ballerina sua rivale, e la sua ricerca di perfezione la porterà oltre ogni limite.
In Il cigno nero, Aronowsky ci porta apparentemente nell’ovattato mondo del balletto ma, in realtà, ci conduce passo dopo passo verso l’abisso dell’anima della protagonista; un lavoro a contrasto tra la dolcezza iniziale della ragazza fino alla violenza finale, esplicitato dal contrasto tra il bianco e nero delle due mise da cigno.
Nathalie Portman in questo film è perfetta, nei panni della ballerina tanto disciplinata quanto problematica. 


Francesca consiglia Hocus Pocus (Kenny Ortega, 1993)


La mia scelta per questo Halloween 2017 è l’intramontabile Hocus Pocus della Disney.
Le tre sorelle, streghe Sanders rapiscono i bambini per ringiovanire, nel 1693 rapiscono Emily Binx, verranno catturate e condannate a morte, non prima di aver scagliato un sortilegio e trasformato il fratello di Emily in un gatto nero, condannandolo alla vita eterna. Le tre donne verranno risvegliate nel 1993 da un vergine la notte di Halloween.
Perché vederlo? Allora prima di tutto la regia è di Kenny Ortega, per chi non lo sapesse oltre ad essere regista è un coreografo e in Dirty Dancing c’è il suo zampino, poi ha anche diretto High School Musical, detto questo detto tutto.
Quando questo film uscii non era ancora del tutto in voga in Italia la festa di Halloween, iniziava a muovere i suoi primissimi passi, chi guardava questo capolavoro poteva sognare la magia che questa festa portava con sé. In questo lungometraggio ci sono tutti gli ingredienti per una serata perfetta: l’amore per i gatti, le lacrime, spiriti, magia, zombie, streghe, amore, solidarietà fraterna e un tuffo nostalgico in un’adolescenza ormai andata, quando i bulli ti rubavano le scarpe e non ti prendevano in giro sui social, quando prendevi una cotta per qualcuno e gli davi il tuo numero di casa e non lo stalkeravi su whatsapp.
Una volta era meglio? Avrei molte altre cose da dire, ma i caratteri stringono! 


L.R. consiglia The Witch (Robert Eggers, 2015)


Il film d’esordio di Robert Eggers, The Witch, è un horror di ottima fattura che si distingue nel panorama cinematografico. La vicenda si svolge in epoca puritana, in un’America del diciassettesimo secolo. La famiglia di William (Ralph Ineson) è cacciata dalla comunità a cui appartiene, trovandosi costretta ad addentrarsi in un territorio sconosciuto per costruire una nuova fattoria. Questa viene edificata vicino ad un bosco, luogo selvaggio, tetro e isolato. Da subito le disgrazie si abbattono sul piccolo nucleo familiare, che tenta di sopravvivere contando solo sulle proprie forze. La sparizione del bambino appena nato, Samuel, e la presenza di una strega che si aggira nella foresta circostante, sono solo i primi fatti inquietanti e maligni che contrappuntano la vicenda. La tensione e la paura però non sorgono soltanto a fronte di un’entità occulta che aleggia tra il buio fitto degli alberi, ma scaturiscono anche all’interno della stessa famiglia che pian piano viene corrotta dall’oscurità, scivolando in un baratro in cui sembra non esserci via di ritorno. Un horror che gioca tra un male esterno di origine diabolica e un male interno che risiede nell’uomo, risultando un’opera inquietante su tutti i fronti. Decisivo è il supporto di una fotografia raffinata che gioca con una luce tetra e le ombre, per proiettare lo spettatore in un clima angosciante. Notevole l’interpretazione di Anya Taylor-Joy nei panni della protagonista Thomasin. 


Stenia consiglia What we do in the shadows (Taika Waititi, Jemaine Clement, 2014)


Il vampiro è una creatura malvagia e senza anima che vive di notte nutrendosi di sangue umano. Negli ultimi anni l’immaginario legato ai vampiri è po’ cambiato: sono belli, sdolcinati, vivono alla luce del sole, frequentano il liceo, ecc, ecc; in questo post voglio scrivere di qualcosa di autentico, di un film che può mostrare la vita dei vampiri contemporanei, le creature della notte di What We Do in the Shadows (Taika Waititi e Jemaine Clement, 2014).
La vita di un gruppo di vampiri secolari viene raccontata dai due registi-sceneggiatori neo zeolandesi, Taika Waititi e Jemaine Clement, attraverso la convivenza di quattro succhiatori di sangue: Petyr, Vladislav, Viago e Deacon. L’allegra brigata è stata scelta (probabilmente) perchè composta da un campionario proveniente dai più differenti periodi storici e dalle personalità più diverse (i due non hanno dichiarato come sono riusciti a mettersi in contatto con i quattro). Petyr è il più anziano e inquietante, tanto da intimidire Viago che ogni giorno gli porta una gallina da mangiare, Vladisvlav lussurioso e affascinate che, per caso, ricorda Gary Oldman in Dracula di Brian Stoker (Francis Ford Coppola, 1992) e Viago, amante del divano lindo senza macchie di sangue. I due documentaristi si sono approcciati direttamente come Daniel Malloy in Intervista col Vampiro (Neil Jordan, 1994) attraverso lunghe interviste e passeggiate notturne. Credo che svelare tutti i contenuti di questo mockumentary (falso documentario) sia poco corretto da parte mia, la volontà di chi scrivere è farvi conoscere un film non distribuito in sala in Italia e amato in tutto il mondo; Taika Waititi è il regista di Thor Ragnarok, uno bravo e insolente.

venerdì 29 settembre 2017

Ubriache di cinema: il vino nei film

Rieccoci ai consigli delle Filmlovers!
Siamo ormai immersi nei colori autunnali, quale evento contraddistingue l'autunno se non la vendemmia? Ciascuna di noi vi propone un film dedicato a questa inebriante bevanda, dalla commedia al documentario. Buona visione! *degustazione!

L.R. consiglia Racconto d'autunno (Éric Rohmer, 1998)


Magali, la protagonista di  Racconto d’autunno, è una vedova che ha deciso di vivere un’esistenza solitaria immersa nel suo podere, occupandosi di viticoltura. La fidanzata di suo figlio, Rosine, e la sua amica Isabelle, entrambe preoccupate per la vedova che sembra non voler rifarsi una vita, decidono di trovarle un compagno. Isabelle inserisce a suo nome un annuncio nel giornale per trovare un uomo adatto a lei, mentre la giovane Rosine vuole farle conoscere un suo ex professore. Entrambe le donne, all’oscuro delle intenzioni dell’altra, organizzano l’incontro in occasione del matrimonio della figlia di Isabelle. Nonostante le varie incomprensioni con l’uomo che ha risposto all’annuncio, Gerard, sembra esserci la possibilità di una storia in futuro. Una pellicola dai toni caldi e delicati che si staglia, non a caso, sullo sfondo del vigneto di Magali. L’autunno, assimilabile all’età matura ma ancora fertile della protagonista, è una stagione in grado di donare ricchi frutti, come appunto l’uva. Questo frutto è quasi pronto per diventare vino, simbolo legato al dio Bacco, all’estasi e al piacere. Una metafora bucolica che lascia presupporre una rinascita per Magali, in quanto l’amore può arrivare in ogni stagione della vita.


Francesca Guarnieri consiglia Sideways - in viaggio con Jack (Alexander Payne, 2004)


Sideways- In viaggio con Jack, film del 2004, candidato a 5 premi Oscar, vinse quello per la Miglior sceneggiatura non originale. Il film racconta il viaggio di due amici, uno dei due, Jack (Thomas Haden Church) dovrebbe sposarsi, e l'amico Miles (Paul Giamatti), essendo un enofilo, gli organizza un addio al celibato visitando varie cantine. I due amici incontrano due donne (Sandra Oh e Virginia Madsen) e il loro viaggio cambia.
Il film mi è piaciuto perchè è un percorso su vari temi, sull'amicizia e su come essa possa essere mutabile, su come le persone in base alle situazioni possano adattarsi, sui sogni, sulla vita, sulle grandi  o piccole domande, del tipo “a che punto siamo?”. Poi c'è il vino, il protagonista assoluto insieme ai vigneti, alle cantine della California. Grande protagonista del film il Pinot Grigio.
Dopo aver visto il film, sono uscita a far aperitivo, così l'ho assaggiato, preferisco il prosecco.


Laura Perrotti consiglia Il profumo del mosto selvatico (Alfonso Arau, 1995)


Remake di Quattro passi tra le nuvole di Alessandro Blasetti, il profumo del mosto selvatico è una storia d'amore ambientata tra le vigne della Napa Valley.
Paul Sutton (Keanu Reeves) è un reduce della seconda Guerra Mondiale che, tornato a casa, scopre che la moglie ha un altro uomo. Decide così di riprendere la sua attività di rappresentante di cioccolatini e viaggiare per gli Stati Uniti. Su un treno diretto a Sacramento incontra Victoria Aragon (Aitana Sanchez-Gijon), la ragazza sta tornando nella tenuta della sua famiglia, Las Nubes (le nuvole), incinta ma senza un marito. Paul, di fronte alla disperazione della donna, le propone di spacciarsi per suo marito per qualche giorno e poi andare via. I due arrivano a Las Nubes dove sta per iniziare la vendemmia, e Paul non riesce ad andare via, per il calore della famiglia di lei e soprattutto perché i due sono attratti l'uno dall'altra. Il cuore del film è il rito della vendemmia che coinvolge i due protagonisti con il suo potere afrodisiaco e l'amore di una famiglia verso le proprie radici (in questo caso rappresentate proprio dalla vigna).
Questo film è un po' come il vino, vecchiotto ma sempre affascinante, sensuale ma non volgare.
Lo vedrei se non altro per Giancarlo Giannini nei panni di un messicano irascibile ma sempre di gran classe o per un giovanissimo Keanu Reeves.


Sonia Madini consiglia Sour Grapes (Reuben Atlas, Jerry Rothwell, 2016)


Mi sento di consigliare questo interessante documentario. Tratta l'incredibile storia di un insospettabile ragazzo indonesiano, Rudy Kurniawan, appassionato di vini che inizia a farsi notare nelle maggiori case d'asta d'america, spendendo decine di migliaia di dollari in bottiglie rare, spingendo il mercato ad alzare il prezzo. Il suo carattere amichevole, generoso, lo aiuta ad addentrarsi nel mondo dei collezionisti e in quello dei degustatori, dove si stappano bottiglie pagate anche 10000 dollari. Rudy non parla spesso del suo passato, della sua famiglia di origine e di come disponga di queste somme di denaro. Nonostante tutto ha una schiera di amici fedeli a cui consiglia qualche bottiglia da acquistare. Peccato che qualcuno inizi ad insospettirsi: sul mercato iniziano a comparire troppo spesso bottiglie contraffate, con etichette e tappi non originali. Un produttore di vino della Borgogna vola negli Stati Uniti per difendere le sue etichette, scontrandosi con la difficoltà nell'affrontare i responsabili. Sono pochissimi infatti i ricchi collezionisti a voler ammettere di avere decine, o centinaia, di bottiglie contraffatte: meglio far finta di nulla e godersi la "preziosa cantina".
Se queste righe vi hanno incuriosito potete trovare Sour Grapes disponibile sulla piattaforma Netflix.

mercoledì 21 giugno 2017

Estate con le FilmLovers

estate con le filmlovers


L'estate è arrivata ma noi FilmLovers non andiamo ancora in vacanza. Abbiamo pensato che tra un tuffo al mare e una passeggiata in montagna vi potrebbe piacere vedere qualche bel filmetto.
Ecco a voi una selezione dei nostri film preferiti sull'estate, come sempre ne abbiamo per tutti i gusti come il gelato!

martedì 13 giugno 2017

Serata Netflix: 4 film da non perdere

Girovagate sul catalogo Netflix senza saper scegliere? Ecco quattro titoli distribuiti solamente su questa piattaforma che mi sento di consigliarvi.


sabato 15 aprile 2017

Cinema... al ristorante!

Francesca Guarnieri consiglia:
Ratatouille, Brad Bird, Jan Pinkava, 2007.


Io e le mie amiche/colleghe di FilmLovers volevamo scrivere di conigli e ovetti in tema con la Pasqua, purtroppo non abbiamo raggiunto un accordo, per questo abbiamo detto una parola a caso, estraendone una a sorte, così et voilà il tema pasquale è: Ristoranti! Volevo parlare di altri film, poi però ho pensato di mettere un roditore, sarebbe carino se a pranzo fuori in questi giorni sbucasse un bel topino (minimo il ristorante chiude e non so che fine potrebbe fare il vostro pranzo), però dai, Remy è tanto carino e abile, che io vi consiglio Ratatouille. La storia è quella di un topolino con la passione per il cibo e la cucina, riesce a realizzare il suo sogno e cucinare in un ristorante di Parigi. Bè...Buon appetito, scusate, Buona visione!

mercoledì 8 marzo 2017

Festa della donna: i consigli delle FilmLovers!


La “redazione” di FilmLovers è tutta al femminile! Abbiamo deciso di festeggiare l’8 marzo, con le nostre lettrici, consigliando i nostri film preferiti da guardare con le amiche (le protagoniste? Ovviamente tutte donne!)

Laura Perrotti consiglia:
Mamma Mia!, Phyllida Lyoid, 2008

Tratto dall’omonimo musical con le canzoni degli ABBA, Mamma Mia! parla di un matrimonio da fare e di tre possibili padri per la sposa, ma soprattutto dell’amicizia tra donne e dell’amore di una madre per la propria figlia.
Lo consiglio innanzitutto per la colonna sonora su cui scatenarsi (siamo tutte un po’ Dancing Queen) e anche per le bellissime interpretazioni del cast femminile, prima tra tutte Meryl Streep.