Partiamo
dal presupposto che il metro di giudizio (parziale, poi vi dirò perchè)
utilizzato è quello di un bambino di quasi quattro anni: mio nipote.
Ultimamente io e il mio “ragazzo” ovvero mio nipote, ci guardiamo
qualche cartone assieme. Unisco l'utile al dilettevole: divano, coperta, serpenti – che sarebbero i miei piedi con i calzini – pop corn e
filmetto. Con Zootropolis, però, qualcosa è andato storto, una parte del
film lo ha terrorizzato a morte e quindi ho dovuto spegnere. Quindi io e
la Nini (la gatta), ce lo siamo dovute guardare a casa nostra, senza pop
corn questa volta, altrimenti li vuole pure lei e ad un gatto i pop
corn, non fanno proprio bene.
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domenica 19 marzo 2017
lunedì 13 febbraio 2017
Sfumature di emozione: Your Name. di Makoto Shinkai
L'ultimo film di Makoto Shinkai Your
Name. è stato distribuito in alcune sale cinematografiche
italiane come evento speciale dal 23 al 25 Gennaio, doppiato in italiano.
Con il solito vizio di arrivare in
anticipo per non perdermi quei preziosi minuti di pubblicità e di
trailer sono la prima a sedermi in sala, il primo giorno di
programmazione. Ripenso ai precedenti
lavori di Makoto Shinkai, regista
poco più che quarantenne con all'attivo sei lungometraggi
d'animazione, Your name. compreso.
Arriva qualche spettatore.
Accanto a me siedono due ragazzi, sui
quindici anni, e per semplici
e innocenti ragioni di blogging
tendo le orecchie e mi faccio i fatti loro: «ma
veramente l'hai già visto?» «Si, su internet con i sottotitoli,
due volte». Nella mia mente si accende la spia d'emergenza “spoiler
alert” e faccio di
tutto per distrarmi nella
manciata di minuti che
mancano all'inizio del film. Pochi secondi prima del buio mi accorgo
che la sala è piena, e non solo di giovanissimi.
Nel
film c'è molto di più di quello che il trailer fa intuire.
giovedì 9 febbraio 2017
L'animo umano a Colori!
C'è la Disney e poi c'è
la Pixar. La Disney aiuta i nostri bimbi a crescere, la Pixar sfama il
bambino che è dentro ad ogni adulto: questo è il caso di Inside Out.
L'emittente televisiva che lo trasmette ci avvisa fin da subito il film è
per “bambini accompagnati”. Ed è così: dal mio punto di vista, il film
non è adatto per i bambini di età inferiore ai 10 anni, potrebbe essere
usato come strumento didattico, quando s'insegna o si introduce il
bambino alle emozioni.
Protagonisti del film sono le nostre
emozioni più profonde: Gioia, Tristezza, Disgusto, Rabbia, e Paura.
Riley, la bambina protagonista, si ritrova a vivere un momento
traumatico nella sua vita, ha solo 11 anni e la sua famiglia si
trasferisce a San Francisco. Qualcosa si spezza e tutto deve essere
ricostruito; tutti noi viviamo quel momento traumatico nella nostra vita
che ci fa crescere, il fanciullo dentro di noi lascia il posto
all'adulto.
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