domenica 3 settembre 2017

Dunkirk


Christopher Nolan ha narrato la trilogia del Cavaliere Oscuro (2005-2012) e la profondità della mente umana in Inception (2010). Gli sono devota da The Prestige (2006) e, per me, da quel momento lui è diventato uno dei più grandi registi in circolazione.
Dunkirk o Dunkerque è un lembo di terra tra Francia e Inghilterra, che venne assediato dalle truppe tedesche durante la seconda guerra mondiale. Lì 400.000 soldati tra inglesi, francesi e belgi, presi in trappola, aspettavano di essere portati via in salvo, pur potendo vedere la costa della patria. Tra maggio e giugno 1940, 400.000 combattenti furono salvati grazie all’iniziativa dei civili che, con piccole imbarcazioni, partirono dall’Inghilterra e andarono a riprendere i loro ragazzi.
La retorica dei film di guerra viene azzerata e inizia una nuova forma di narrazione. Il realismo di Nolan si fonde con la storia sin nei dettagli. Mi sono sentita schiacciata e avevo le lacrime agli occhi. Ho sofferto e mi sono sentita impotente nel vedere morire quei ragazzi e di fronte alle scelte per la sopravvivenza che dovevano fare tutti, dal soldato semplice al generale; ero lì. I grigi e i marroni della spiaggia, il nero e il fuoco della notte e l’azzurro del cielo dominano, non c’è sangue.

Non c’è il nemico, non si sente parlare tedesco, non ci sono i cattivi.

mercoledì 30 agosto 2017

I "perchè" che sorgono spontanei guardando Death Note di Netflix



Manga e anime diventati leggendari, hanno guadagnato una schiera di fedeli e appassionati fan. Netflix ha la brillante idea di ispirarsi a questa storia e farne un film.
E la mente si riempie di domande a cui cerco di dare una vaga risposta.

Perchè la sceneggiatura sembra un groviera?
Una delle principali caratteristiche del manga è la forte coerenza degli avvenimenti. Tutto fila, ha un senso, nonostante parta dal presupposto che esista un quaderno su cui scrivere il nome di persone da far fuori. Il quaderno in questione ha delle regole ben precise che vanno seguite, e proprio su queste regole il protagonista Light (poi Kira) cerca di portare avanti la sua missione, uccidere i criminali, e allo stesso tempo salvarsi della polizia che sospetta di lui. Durante la visione del film molte cose non quadrano, si rimane straniti e le motivazioni delle azioni dei protagonisti non reggono. Il motivo non lo sapremo mai.
La madre di Light nel film - guarda tu che caso - è morta per mano di un criminale in libertà. Qui il motivo è chiaro: un'invenzione degli sceneggiatori per giustificare in qualche modo le azioni di Light/Kira, rendendolo ai nostri occhi più "buono".

Perchè c'è una storia romantica?
Non può mancare in un film chiaramente indirizzato ai teenager. Poco dopo l'inizio del film il protagonista Light e la compagna di liceo Mia (chiaro riferimento alla Misa del manga) si mettono insieme. Qui capiamo subito che il caro vecchio Kira non ha nulla a che fare con questo ragazzetto così incline ai rapporti umani. Nel manga il protagonista segue il suo disegno metodicamente, uccidendo i criminali con la convinzione di poter creare un Nuovo Mondo e diventarne il Re. Questo piano folle viene completamente depotenziato nel film, rendendo Light un semplice ragazzo a cui è venuta l'idea di uccidere qualche cattivo oltre al solito bulletto della scuola, un protagonista non molto carismatico per una storia di questo tipo. Misa nel manga è fissata con Kira, lo venera tanto da scambiare il suo rapporto con lui per amore e viene usata da Light per i suoi scopi. Qui Mia si innamora del potere del ragazzo, cercando di proteggerlo dalla sua poca risolutezza. Credo che tra tutti sia il personaggio quasi interessante del film.

Perchè L è nero?
Il detective geniale che deve smascherare l'assassino Kira viene dipinto nel manga come un ragazzo gracilino, pallido, con le occhiaie e che si ciba solo di dolci. La scelta di un attore di colore, in forma e votato all'azione (e di certo più credibile della descrizione più sopra) non mi dispiaceva guardando il trailer, a patto che l'essenza del personaggio fosse rimasta, cosa che purtroppo non accade (caramelle a parte).
Si sono dimenticati dell'unica cosa importante al di là del colore della pelle: l'intelligenza. Del personaggio non riusciamo ad apprezzarne l'intuito e le diatribe con l'acerrimo nemico Light (Kira) diventano battibecchi fra ragazzini perdendo completamente la tensione psicologica fra i due personaggi, le scene migliori del manga.

Perchè il film dura 100 minuti?
Un manga in 13 volumi, un anime di 37 puntate, mille idee geniali da poter sfruttare, e il film dura un'ora e quaranta minuti. In questo lasso di tempo riescono pure a inserire scene poco utili (vedi le battutine che non fanno ridere dello spaventoso Dio della morte Ryuk). L'unica ipotesi che mi sento di formulare è che serbino il resto per altri film. Spero di sbagliarmi.

Perchè è tutto blu?
La fotografia così esasperata in certe scene, spesso sui toni del blu/rosso e con luci al neon, accompagnata da musica anni 80 (???) è l'aspetto che si tenderebbe ad insultare meno ma che secondo me racchiude bene ciò che il film Death Note rappresenta per Netflix. Un'ambientazione poco realistica fa percepire la storia come completamente scollegata dalla realtà. Certamente un quaderno della morte non può esistere ma gli autori del manga lo introducono nel nostro mondo, e lo affidano ad un ragazzo che decide di utilizzarlo per i problemi reali uccidendo i criminali. Qui non ci sentiamo minimamente toccati da ciò che accade, sembra tutto sospeso in un'altra dimensione. E torna il concetto del depotenziare una storia forse ritenuta troppo forte per il target di riferimento.

E voi? Quali domande hanno affollato la vostra mente durante la visione? A qualcuno è piaciuto? Fatecelo sapere con un commento.

martedì 25 luglio 2017

Guardare con gli occhi del cuore, Boris (che forse torna)

Pare che ci sarà un seguito di Boris. Appena ho letto la notizia ho urlato E DAI DAI DAI!!!
Chi ha visto Boris lo sa, crea più dipendenza di Game of Thrones, non puoi non amare i suoi personaggi e citare le loro battute
Per chi non conoscesse Renè Ferretti e la sua troupe, ecco un breve assaggio...
Il cast di Boris

Boris è una serie tv, ideata da Luca Manzi, andata in onda su Fox tra il 2007 e il 2010 Quando uscì, si trattò di un format nuovo, per durata (gli episodi durano circa 30 minuti) e soprattutto per la trama, il sottotitolo è infatti La fuoriserie italiana.
Boris infatti parodia il suo stesso genere; è ambientata sul set di un'ipotetica fiction, Gli occhi del cuore, e racconta di cosa accade durante le riprese.
Non vi è un vero e proprio protagonista, ma possiamo individuare una figura centrale in Alessandro (Alessandro Tiberi), stagista di regia – non a caso la serie inizia il suo primo giorno di lavoro.
In Boris ci troviamo di fronte ad una trama surreale che scivola spesso e volentieri in un voluto grottesco, per amplificarne l'assurdità delle situazioni.
L'elemento portante di questa serie tv è la sceneggiatura di Giacomo Ciarrapico, Luca Vendruscolo e Mattia Torre; le situazioni e i dialoghi partono da un universo diegetico quanto più reale (il set) per arrivare al surreale (cosa accade ogni giorno durante la lavorazione), questo procedimento parte dall'esasperazione degli stereotipi televisivi, a partire da quelli della fiction italiana.
Ciò che più resta impresso nello spettatore sono i dialoghi, talmente divertenti che non si può non citarli a memoria (memorabili quasi quanto gli straordinari di Libeccio).
Occhi del cuore, la brutta fiction su cui lavora la troupe, presenta molte delle pecche dei grandi sceneggiati televisivi, la trama a volte nonsense – possiamo vederne degli spezzoni che non creano una storia ben precisa, l'uso di battute retoriche, una brutta fotografia e non per ultima la recitazione “a cazzo di cane”.
I personaggi che popolano il set sono a modo loro stereotipati, dal regista, Renè Ferretti (Francesco Pannofino), agli attori Stanis (Pietro Sermonti) e Corinna (Carolina Crescentini), fino agli stessi sceneggiatori (Valerio Aprea, Massimo De Lorenzo e Andrea Sartoretti). Sono tutti personaggi con atteggiamenti e battute ricorrenti tanto da diventare dei veri e propri tormentoni, tutti tranne Alessandro, quasi un pesce fuor d'acqua.
È proprio un pesce che dà il titolo alla serie; Boris (Becker) è un pesciolino rosso che il buon Renè porta sempre sul set per dargli ispirazione, può sembrare un dettaglio insignificante che diventa molto di più (un po' come succede nelle fiction).
Ciliegina sulla torta è la sigla, cantata da Elio e le storie tese, in cui il cast, in un palese playback canta ed ammicca alla telecamera come nelle peggiori soap-opera.


Boris è ormai una serie cult, tanto da essere paragonata a Twin Peaks (esistono pagine geniali come “Ferretti cammina con me”,) e i fan non vedono l'ora di urlare GENIO insieme al caro vecchio Renè.

venerdì 21 luglio 2017

Buon Compleanno Robin!


Il 21 luglio è il compleanno di Robin Williams e noi Filmlovers abbiamo deciso di dedicargli un post perché Robin è nella nostra memoria cinematografica e affettiva.
Lo staff di Filmlovers


da Sonia
Good Morning Vietnam
(Barry Levinson, 1987)

Pellicola del 1987, racconta uno spaccato di Guerra del Vietnam in modo insolito, grazie alla magistrale interpretazione del nostro Robin Williams, alle prese con un personaggio irriverente. Un aviere-dj, Adrian Cronauer, viene chiamato dall'esercito a Saigon per tenere alto il morale delle truppe attraverso la radio. Tutte le mattine esordisce con un sonoro “Gooood Morning Vietnaaam!” e con la sua parlantina spigliata elenca in modo ironico le notizie del giorno, accompagnate da imitazioni esilaranti, sketch con attrici famose e presidenti e proibita musica “moderna”, il rock. Le news vengono attentamente filtrate dal personale addetto dell'esercito, scartano tutto ciò che potrebbe rivelare la vera catastrofica portata del conflitto che si vuole descrivere come una guerriglia circoscritta e sotto controllo. L'entusiasmo e la comicità dello speaker vengono frenati nel momento in cui si rende conto del livello di censura a cui viene sottoposto: non gli è concesso nemmeno di testimoniare l'attacco terroristico a cui ha assistito. L'interpretazione di Williams non si limita al tipico fare clownesco ma arriva in profondità, percepiamo a poco a poco tutte le debolezze che si celano dietro a ciascuna battuta di spirito. Assolutamente da vedere.


da Francesca
L'Attimo fuggente
(Peter Weir, 1989)

L'attimo fuggente è un film del 1989, quando è uscito avevo circa 4 anni. Per forza di cose l'ho guardato molti anni più tardi. In casa mia Robin Williams era uno di famiglia, riusciva a mettere d'accordo tutti, nonostante abbiamo tutti gusti differenti in fatto di cinema. Però se in TV davano un suo film, tutti lo guardavamo. Questo no però, l'ho guardato da sola, forse per la prima volta 10 anni fa, mia mamma lo considera uno dei suoi film preferiti e dopo avermene parlato tanto ho deciso di guardarlo. Non vi racconto la storia, tanto tutti la conoscete. Un professore fuori dalle righe si ritrova in un collegio maschile, lì riuscirà a "risvegliare" i ragazzi. Inutile anche dirvi i lacrimoni spesi per questo film. È anche l'ultimo ricordo che ho di Robin. Stavo facendo le pulizie a casa della nonna e mentre ascoltavo la radio dicevano "o capitano!mio capitano!", ho digitato subito il suo nome sulla tastiera del cellulare e, purtroppo il mio sospetto era fondato. Un parente lontano se ne era andato.


da Laura P.
Hook – Capitan Uncino
(Steven Spielberg, 1991)

Hook –  Capitano Uncino è la rilettura “spielberghiana” della fiaba di Peter Pan. Ritroviamo tutti gli elementi dell'isola che non c'è ma sotto una veste adulta. Peter Pan (Robin Williams) è cresciuto ed è diventato Peter Banning, avvocato newyorkese con moglie e figli che... ha paura di volare! Tornato a Londra per festeggiare nonna Wendy (Maggie Smith) viene colto da qualcosa che ha del paranormale: Capitan Uncino (Dustin Hoffman) rapisce i suoi figli. Peter deve così tornare all'isola che non c'è per salvarli. Non sarà facile perché dovrà ritrovare il bambino perduto che è in lui.
È un film a cui sono molto legata perché lo vedevo sempre da bambina e mi ha sempre affascinata il modo in cui i giochi, sull'isola, diventano reali e importanti anche per l'adulto Peter. In questo film Robin Williams ha tirato fuori tutto il suo lato clownesco, deve giocare, battersi ed esultare non come un adulto ma come un bambino. Deve “fingere” di fare delle azioni reali come solo i bambini e i clown sanno fare. Questo ovviamente è il giudizio di Laura da grande. Laura da piccola probabilmente era davanti la TV in attesa del coccodrillo e invidiando già Julia Roberts che è bellissima anche in dimensioni mini da Trilli.
Consiglio di rivedere Hook – Capitan Uncino per ritrovare il bambino che è in tutti noi.


da Stenia
Good Will Hunting, genio ribelle
(Gus Van Sant, 1997)

Per festeggiare il compleanno di Robin Williams posso scrivere di uno dei miei film preferiti; un film in cui la sua interpretazione ha donato un qualcosa di molto autentico e ha reso questo film un piccolo gioiello. Robin Williams interpreta Sean McGuire terapeuta del giovane problematico genio Will Hunting (Matt Damon). Sean McGuire è il personaggio che "fa con Will il lavoro sporco", lo aiuta a lasciarsi il passato alle spalle, riesce a parlare con Will del suo senso di colpa e di fargli accettare di essere solo un ragazzo e adesso puoi crescere, diventare adulto.


da L. R.
Al di là dei sogni 
(Vincent Ward, 1998)

Al di là dei sogni è un film diretto da Vincent Ward nel 1998, interpretato da Robin Williams nei panni di Chris e da Annabella Sciorra nei panni di Annie.  La pellicola parla di amore e di morte, eros e thanatos che come da tradizione sono saldamente intrecciati. L’amore che Chris prova per la moglie, ancor più che nella vita, lo dimostra e lo fa valere nella morte. Nell’Aldilà il suo paradiso immaginario non è altro che il dipinto di sua moglie in cui è raffigurato il luogo del loro primo incontro, ma per amore di lei decide di andarsene da quel luogo idilliaco, sfidare le leggi del regno dei morti e scendere all’inferno pur di non abbandonare la sua amata Annie. Un film senz’altro emozionante sia per i temi trattati in modo non convenzionale, sia per la toccante interpretazione di R. Williams. Il lavoro di Ward è lodevole soprattutto per l’impatto visivo del paradiso personale di Chris, colorato e delicato nel suo impasto impressionista, in contrasto con il lugubre e decadente inferno.


Per un approfondimento:
http://www.imdb.com/name/nm0000245/?ref_=nv_sr_1

domenica 25 giugno 2017

#Flaiano44, 10 giorni di cinema a Pescara

Da mercoledì 24 giugno fino a venerdì 7 luglio si terrà presso il cinema S. Andrea di Pescara il Flaiano Film Festival. Organizzato dalla Fondazione Edardo Tiboni e giunto alla sua quarantaquattresima edizione il Festival, dedicato allo sceneggiatore giornalista e critico Ennio Flaiano, è uno degli eventi più importanti nell’ambito delle arti dello spettacolo in Abruzzo e in Italia.
Come ogni anno la rassegna cinematografica presenta al pubblico un programma di film vario e articolato. Tre sono le sezioni: Nuovi Orizzonti, Cinema Ritrovato e il concorso Italiano Flaiano Opera Prima.

Il Concorso Flaiano Opera Prima è dedicato a registi esordienti della nostra cinematografia, troveremo infatti sette film che hanno ricevuto il patrocinio del MIBACT per il loro interesse culturale. Sono film che rispecchiano la varietà delle voci del cinema italiano. Dalla commedia di Ovunque tu Sarai di Roberto Capucci allo stile documentaristico di La pelle dell’orso di Marco Segato, dai magnifici paesaggi friulani che fanno da sfondo alla storia di The space between della regista Italo-australiana Ruth Borgobello fino alle atmosfere cupe del collegio di I figli della notte  di Andrea De Sica, dalla storia d’amore di Cuori puri di Roberto De Paolis alle dinamiche sociali che convergono in Le ultime cose di Irene Dionisio fino alla realtà della periferia romana di Il più grande sogno di Michele Vannucci. La giuria popolare del premio, composta anche da studenti dell’Università G. D’Annunzio andrà a decretare quale sarà il film migliore.
Nuovi Orizzonti è la sezione dedicata alla cinematografia non solo italiana ma anche estera. Troveremo Il permesso – 48 ore fuori per la regia di Claudio Amendola, che ha riscosso molto successo in sala o La Tenerezza di Gianni Amelio che ha trionfato come Miglior Film ai nastri d’argento, ma anche film che non hanno trovato grande distribuzione come La guerra dei cafoni di Davide Barletti. Verranno proiettati anche film provenienti da cinematografie lontane come il giapponese Ritratto di famiglia con tempesta di Kore'eda Hirokazu o il messicano Alamar di Pedro Gonzales-Rubio.
Nella sezione Cinema Ritrovato troveremo film restaurati dal laboratorio L’Immagine Ritrovata della Cineteca di Bologna, centro di grande interesse per il cinema in Italia. Questo laboratorio dal 1992 si occupa del restauro di grandi film della tradizione cinematografica mondiale. Quest’anno verranno proiettati film che attraversano a larghissimo spettro la storia del cinema. Potremo assistere elle prime vedute dei Lumière, alle comiche di Charlie Chaplin e Buster Keaton con Sherlok vs The Kid o Il Mago di Oz di Victor Fleming fino a Il disprezzo di Jean-Luc Godard, Gli amori di una bionda di Milos Forman, Manhattan di Woody Allen e I cancelli del cielo di Michael Cimino; per celebrare i cento anni dalla nascita di Robert Mitchum ci sarà, in lingua originale sottotitolato il noir americano La morte corre sul fiume di Charles Laughton.  

Mercoledì 28, alle 20:30 si terrà l’incontro con gli attori Edoardo Siravo e Lino Guanciale e con il regista Davide Cavuti che riceverà il premio Pegaso d’oro per il cinema e presenterà il suo documentario Un’avventura romantica, dedicato a Alessandro Cicognini, autore di musiche per film di origini abruzzesi, che ha collaborato con registi come Alessandro Blasetti, Vittorio De Sica e Luigi Comencini.

Programma del Flaiano Film Festival

mercoledì 21 giugno 2017

Estate con le FilmLovers

estate con le filmlovers


L'estate è arrivata ma noi FilmLovers non andiamo ancora in vacanza. Abbiamo pensato che tra un tuffo al mare e una passeggiata in montagna vi potrebbe piacere vedere qualche bel filmetto.
Ecco a voi una selezione dei nostri film preferiti sull'estate, come sempre ne abbiamo per tutti i gusti come il gelato!

martedì 13 giugno 2017

Serata Netflix: 4 film da non perdere

Girovagate sul catalogo Netflix senza saper scegliere? Ecco quattro titoli distribuiti solamente su questa piattaforma che mi sento di consigliarvi.