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lunedì 22 gennaio 2018

MANHUNT: UNABOMBER, come chiudere in bellezza il 2017



Ted Kaczynski è un folle. Un pericoloso serial killer a cui l’FBI da incessantemente la caccia. L’unica prova sulla quale basare le loro ricerche è il manifesto scritto interamente da lui dove argomenta il suo pensiero sul mondo che lo circonda. Ma può un manifesto bastare per incastrare un uomo?

La serie è stata creata da Andrew Sodroski, Jim Clemente e Tony Gittelson; Tra i produttori troviamo anche Kevin Spacey. Ad interpretare l’agente dell’FBI Jim Fitzgerald vi è Sam Worthington (Avatar, Scontro fra Titani, Hacksaw Ridge etc…), mentre il killer Ted Kaczynski lo interpreta Paul Bettany (A Beautiful Mind, la saga di Iron Man, Avengers etc…). La serie è disponibile sul canale streaming Netflix, composta da otto episodi. Nota più importante? È tratto interamente da una storia vera!


Manhunt: Unabomber, senza ombra di dubbio, è la serie migliore che ho visto del 2017. Difficile parlare di protagonisti e antagonisti perché nonostante il poliziotto rivesta la parte del buono, non è di lui che ci parla la storia, dunque, diventa il nostro antagonista. Chi è allora il protagonista? Il killer, la persona più temuta del momento, colui che ha rovinato la vita di centinaia di persone, colui che, nonostante tutto, lotta per una causa in cui crede ciecamente. Il poliziotto, compreso tutto l’FBI, non sono altro che i suoi avversari. Tutto ruota intorno la sua figura affascinante e misteriosa, intorno il suo modo di pensare nei confronti del mondo, della vita e delle persone. Sin dall’inizio, tramite stacchi temporali, diamo un volto al nostro killer e sopratutto sappiamo che è già stato catturato; Ma non è quello il punto. A noi interessa sapere come e perché, chi sia realmente quest’uomo inafferrabile che ha terrorizzato tutta l’America semplicemente alzandosi la mattina e spedendo un pacco postale. Un gesto compiuto da migliaia di persone ogni giorno.
La serie è scritta egregiamente, non perde mai di vista il focus principale e non si smarrisce in inutili sotto trame. I personaggi sono ben delineati dall’inizio alla fine: Non troverete persone che di punto in bianco fanno cose a caso perché qualche sceneggiatore incapace lo ha snaturato. Lati negativi ne abbiamo? Si, in particolare la scelta di aver sorvolato su alcuni elementi davvero importanti che vengono solo accennati ma che a mio avviso andavano assolutamente mostrati. Ci sono dei pezzi che potevano essere benissimo accorciati o sostituiti con altro, tant’è che quando ho finito di vederlo ci sono rimasto male perché non mi sono state mostrate alcune scene che aspettavo con ansia.

Consigliato? Ma ci mancherebbe! È una serie TV che dovete assolutamente vedere! (Ripeto: È su Netflix) Un perfetto esempio di come scrivere una storia ad oc senza snaturarla o riempiendola di fan service e luoghi comuni.
Sapete una cosa? In fondo, una parte di Ted Kaczynski vive in ognuno di noi. Quello che ci contraddistingue è solo il modo di agire.

mercoledì 11 ottobre 2017

Ammore e malavita, la Napoli che canta!


Cosa succede quando West Side Story incontra Gomorra e Un posto al sole incontra 007? Qualcosa di esplosivo come Ammore e Malavita, il musical dei Manetti Bros. Il film, in concorso alla 74 esima Mostra del Cinema di Venezia, ci porta in una Napoli che suona canta, balla e spara.

Don Vincenzo Strozzalone detto “O Re do Pesc” (Carlo Buccirosso) è morto, o almeno così pare. Il boss, dopo l’ennesima sparatoria a cui è scampato, decide di sparire e Donna Maria (Claudia Gerini), appassionata di cinema, gli suggerisce di fare come in 007 si vive solo due volte, fingersi morto e scappare insieme a lei lontano da Napoli.
L’infermiera Fatima (Serena Rossi) vede per caso Don Vincenzo vivo e vegeto in ospedale; la donna deve sparire e il boss invia i suoi sicari, le tigri Rosario (Raiz) e Ciro (Giampaolo Morelli) a cercarla per ucciderla. Ciro la trova ma Fatima è il suo primo ed unico amore. Ciro nasconde Fatima e inizia una lotta all’ultimo sangue contro tutto il clan degli Strozzalone.

La trama di Ammore e malavita sembra un crossover tra le serie tv ambientate a Napoli più amate, Un posto al sole (siamo a 4848 puntate) e Gomorra.

Con Gomorra tutto il mondo ha conosciuto il lato meno folkloristico e più oscuro di Napoli, la Camorra; Ammore e Malavita è anche la sua parodia ben studiata. Ciro Langella non può che ricordarci Ciro Di Marzio detto L’immortale (Marco D’Amore) di Gomorra; il sicario che si ribella al proprio boss e a chiunque si piazzi sul suo cammino.
Più legata al mondo di Un posto al sole è Fatima, la ragazza è ancora innamorata del suo Ciro e non si farà certo mettere i piedi in testa dalle logiche della criminalità organizzata.
La coppia di boss formata da Buccirosso e Gerini è l’esatta controparte dei Savastano; al silenzio che regna tra don Antonio e donna Imma fanno il verso le ciarle degli Strozzalone, tanto comici loro quanto drammatici gli altri.

Se Gomorra è citato esplicitamente, tante altre sono le citazioni cinematografiche inserite con maestria dai registi. C'è molto del musical, della sceneggiata napoletana, dei gangster movies americani, e anche un omaggio a C’era una volta in America. Il lavoro citazionistico dei due registi non è mai a caso e mai ridondante, le citazioni sono inserite nella trama di una sceneggiatura di per sé ben formata.

Le musiche scritte da Pivio & De Scalzi, anche con la collaborazione dei registi uniscono brani di repertorio come Skyfall di Adele e What a Feeling da Flashdance a brani scritti per il film. Il panorama musicale dei numeri cantati richiama un po’ tutto il mondo del cinema musical da West Side Story o Hair fino al mondo della sceneggiata napoletana e della musica partenopea. Non a caso nel cast figurano anche molti cantanti come Raiz, Franco Ricciardi e Ivan Granatino.

Contando che l’Italia non è nota per i suoi film musicali (i musicarelli con Rita Pavone e Gianni Morandi), Ammore e malavita può essere considerato come una nuova partenza per questo genere


P.S. Gianpaolo Morelli subito in un film di James Bond!

lunedì 15 maggio 2017

Maltese, il romanzo del commissario


Ho una passione insana per i film e le serie tv sulla malavita, è una cosa poco adatta a me che sono minuta e mi vesto quasi sempre di rosa ma è così. Quando ho scoperto che in queste settimane sarebbe andato in onda su rai1 Maltese, il romanzo del commissario ho deciso che sarei rimasta a incollata alla tv per vederlo (il fatto che nel cast ci siano Kim Rossi Stuart e Francesco Scianna è del tutto ininfluente, giuro)
Le prime due puntate sono andate in onda lunedì 8 e mercoledì 10 maggio, le due finali ci saranno lunedì 15 e martedì 16.
Il titolo, la regia di Gianluca Maria Tavarelli e casa di produzione, Palomar, ci dicono molto e ci fanno pensare al commissario più famoso degli ultimi anni, Montalbano.
La casa di produzione è la stessa così come il regista che è quello di Il giovane Montalbano, sorta di prequel della serie. Inoltre già dal titolo sappiamo che nomi ed eventi, per quanto molto verosimili sono fittizi.

mercoledì 19 aprile 2017

Senso o non senso questo è il problema!




Ebbene si! Sono andata a sfamare il mio animo tamarro, sabato sera sono andata a rilassare il mio cervello e mi sono regalata Fast and Furious 8!
Sono particolarmente legata a questa saga, per numerosi motivi; il primo è che il primo film l'ho visto all'incirca nel 2002-2003, avevo circa 17 anni, dovevo ancora prendere la patente e quel film mi gasò troppo; peccato che poi ho preso la patente e diciamo che sono paragonabile al “vecchio con il cappello”, rispetto i limiti e se sorpasso mi viene un'ansia che mi si blocca lo stomaco…ma questo è un altro discorso. Non mi piacciono le serie, generalmente se so che usciranno almeno altri 1000 film, non li guardo, però questo non sapevo che non sarebbe stato fine a se stesso. Così mi sono guardata tutta la serie, fino al 2011, poi è arrivato il mio fidanzato, e il V capitolo è stato il nostro primo appuntamento (una delle nostre canzoni è proprio Danza Kuduro), perciò abbiamo il nostro rito ogni volta che esce il film. Potete capire perchè sono legata a questo film, in maniera profonda anche se sono cosciente del fatto che di profondo non ha assolutamente niente, però...