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martedì 5 dicembre 2017

DARK - COSA BOLLE NEL PENTOLONE?

In una cittadina tedesca, quattro famiglie si ritroveranno direttamente coinvolte nella scomparsa di alcuni bambini avvenuta in circostanze paranormali. Una vecchia grotta nel mezzo della foresta e una centrale nucleare fanno da sfondo ad un racconto misterioso, drammatico e oscuro, dove la domanda giusta da porsi non è “come” siano scomparsi, ma “quando”...





Dopo l’ingresso made in Italy di  Suburra, Netflix fa esordire anche la Germania producendo la loro prima opera: Dark. Gli ideatori sono Jantje Friese e Baran bo Odar, quest’ultimo anche regista e sceneggiatore. La prima stagione è composta da dieci episodi dalla durata di circa un’ora ciascuno.

Veniamo al dunque senza perderci in troppe inutili chiacchiere: Se in un pentolone ci mettete Lost, Stranger Things, Wayward Pines, It e Twin Peaks, il risultato che ne viene fuori sarà Dark. Questo per dirvi che, purtroppo, la serie alla base non ha nulla di originale, anzi, molte volte la troviamo addirittura fin troppo stereotipata, per nulla singolare. Il tentativo di inserire una marea di informazioni e misteri, senza focalizzarsi bene su un unico obiettivo narrativo, la rende un’accozzaglia di cose che ben presto ci farà perdere il filo della storia, spesso confondendosi tra i personaggi o più semplicemente scordandosi il perché di alcuni avvenimenti. Lost è stata chiaramente la loro musa ispiratrice, dall’ideazione dei personaggi, sopratutto l’antagonista, allo svolgimento della trama, mentre Twin Peaks per l’ambientazione (e non solo) e Stranger Things per l’atmosfera.

Secondo me, Dark non diventerà mai una serie memorabile proprio per la mancanza di originalità; Avrei preferito di gran lunga qualcosa di più semplice, un’idea sola su cui concentrare tutte le forze e far leva su di essa. Molte volte si tende sempre ad esagerare, ad avere la pretesa di pensare che più cose mettiamo all’interno di un prodotto è più questo viene fuori splendente, ma non è così... 



Consiglio finale? Se cercate una serie televisiva di questo genere, non perdete tempo con Dark e guardatevi direttamente Lost (prime tre stagioni, capolavoro! Le altre sono dimenticabili) che andate sul sicuro!

domenica 19 novembre 2017

THE PUNISHER - NEL MIRINO DELLA PRIMA PUNTATA

I morti non tornano in vita dalle loro fredde bare, Frank Castle lo sa bene. Dopo che gli hanno portato via moglie e figli, l’unica soluzione per combattere i loro fantasmi che lo tormentano la notte, è quella di gettare i vecchi abiti e diventare una macchina assetata di sangue che cerca giustizia, libertà e riscatto. Una macchina che punisce.


In esclusiva su Netflix arriva la prima serie TV interamente dedicata all’antieroe più impetuoso e prorompente di casa Marvel. Frank Castle, ovvero Il Punitore, è stato interpretato nuovamente da Jon Bernthal (The Walking Dead, Fury, Baby Driver - Il genio della fuga ecc...); Dico “nuovamente” perché recita il personaggio del Punitore anche nella serie di Daredevil, precisamente nella seconda stagione. Da quest’ultima torna anche Deborah Ann Woll nei panni della bellissima bionda Karen Page.


Dopo il deludente Iron Fist e The Defenders, The Punisher aveva tutte le carte in regola per essere una bomba, una serie cupa e cruenta dove i colori predominanti sono il nero della notte e il rosso del sangue.
Bene, la prima puntata non è stata convincente per nulla. Non ho trovato adrenalina sufficiente nella scrittura per sviluppare una trama intrigante, sopratutto per quanto riguarda la scelta di alcuni personaggi, poco sfaccettati e sopratutto già visti. Nonostante Il Punitore sia un personaggio narrativamente forte, da solo non riesce a tenere in piedi l’intera serie; In Daredevil, nonostante non abbia avuto i riflettori puntati, sin dalla sua prima comparsa è riuscito a convincere lo spettatore.

Spero che con il proseguire della serie le cose migliorino perché The Punisher ha tantissime potenzialità, sopratutto con un attore del genere che a mio avviso lo interpreta alla perfezione. Auguriamoci che mentre siamo seduti sul divano a gustarci la serie, Frank Castle ci afferri la mano e ci trascini nel suo oblio rendendoci partecipi del suo odio e della sua sofferenza, perché è
questo che un buon prodotto deve fare: Emozionare.