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domenica 25 febbraio 2018

Vikings V: piccoli cinghiali crescono



“I piccoli cinghiali grugniranno quando sapranno quanto ha sofferto il vecchio cinghiale”

Questo è stato il motivo principale della conclusione della quarta serie di Vikings: tutti i piccoli Lodbrok sbarcati in Inghilterra fanno fronte comune pur di vendicare la sorte del leggendario padre.

Nella prima parte della quinta serie, composta da dieci episodi messi in onda fino a fine Gennaio, i piccoli cinghiali continuano a grugnire ma  l’uno contro l’altro. Uscito dai giochi di potere quasi subito Bjorn la Corazza, che preferisce le calde acque mediterranee alle gelide del Mare del Nord, è Ivar a tiranneggiare i fratelli rimasti. Ivar il Senz'Ossa guida i Norreni in battaglia alla conquista di York, è lui ad annientare l’esercito di Re Aethelwulf ed è sempre lui a decidere di vendicare questa volta la madre muovendo guerra contro Laghertha. Dall’altra parte vi è Ubbe che non riuscendo ad arginare il carisma e la sagacia di Ivar, scappa come un codardo al capezzale della regina di Kattegat. Nel mezzo ci sta Hvitserk che beh…nemmeno lui sa bene con chi sta realmente!

In Vikings 5 fratellanza è sinonimo di slealtà: Re Arald ha visto il fratello Halfdan seguire Bjorn nella sua avventura esplorativa e lo ritroverà solo nel campo di battaglia, questa volta però nello schieramento opposto. Nemmeno nel Wessex i due principini vanno tanto d’amore e d’accordo e alla fine di tutto farà addirittura la sua ricomparsa anche Rollo, un altro a cui è sempre stato stretto il titolo di “fratello di”.

Sintetizzate le intricate vicende dei fratelli Lodbrok e affini, la serie naviga in acque molto calme, non sembrano infatti esserci terre all'orizzonte per circa tre quarti della serie. Io ho provato una fastidiosa impazienza, attendendo un colpo di scena che tardava (troppo) ad arrivare. Ma alla fine anche noi sperduti spettatori troviamo la Terra Promessa, il Valhalla che proprio crede di aver trovato Floki nella storyline a lui dedicata. Apro una piccola parentesi a riguardo; cari autori dove avete nascosto tutta l’imprevedibilità e la genialità di quel meraviglioso scherzo della natura che ERA il personaggio di Floki? Mi sento come uno di quei poveri disgraziati che si sono fatti convincere a seguirlo in quella desolata (sceneggiatura?) terra: profondamente delusa.

Ma infine la svolta arriva per tutti! “Moments of Vision” è l’appassionante ultimo episodio, che spiazza, colpisce ed emoziona. La battaglia entra nel vivo, i protagonisti sono tutti pronti ad affrontare i propri personali demoni a colpi di ascia, ma in un'inusuale maniera intimista con una ripetizione di soggettive, molto diversa rispetto ai clamori delle grandi epiche battaglie del passato; scelta che ho trovato davvero coinvolgente. A questo punto sono obbligata a parlare del mio personaggio preferito di questi episodi: Astrid, l’unica che si mostra capace di un amore puro e coraggioso, ma soprattutto leale.


Lo slogan “Who will rise?” che ha lanciato questa stagione non ha ancora trovato risposta certa. E non è l’unica domanda rimasta aperta: era davvero necessario scomodare Jonathan Rhys Meyers per interpretare un personaggio così privo di sfumature come il Vescovo Headmund? Speriamo che la seconda parte della stagione giunga presto a darci tutte le risposte.

venerdì 27 ottobre 2017

STRANGER THINGS 2 – STRANA LA PRIMA!

Finalmente il giorno è giunto! Una delle serie TV più attese del 2017, ideata, scritta e diretta da Matt e Ross Duffer, meglio conosciuti come i Duffer Brothers, riparte con il botto catapultandoci nel 1984, esattamente un anno dopo i fatti accaduti nella prima stagione. Partenza con il botto?


Si, decisamente! Stranger Things 2 si apre con una puntata pilota indubbiamente avvincente ma che allo stesso tempo definirei strana, non in modo negativo, ma semplicemente perché ci vengono mostrate molte cose, tante piccole nuove scoperte che ti potrebbero far scervellare nel trovarci un senso. L'impresa più difficile, a mio avviso, sta nell’aver scritto questa nuova stagione senza renderla banale, dai risvolti scontati o prevedibili. Finisci di vedere la prima puntata e ti senti straniato, ansioso di andare avanti e con una sola frase che ti risuona in testa: “What the fuck...”

Ci vengono presentati nuovi personaggi, per il momento interessanti, e altri già conosciuti vengono approfonditi. L’atmosfera l’ho notata leggermente più tranquilla se paragonata alla puntata pilota della prima stagione, ma è comprensibile, d’altronde la storia riprende dopo un anno di pace (permettetemi di definirlo così), eppure si preannunciano risvolti cupi e inquietanti.

Dunque, adesso non resta che farci sanguinare gli occhi per la maratona no stop di tutta la stagione. Ci vediamo nel Sottosopra!